Cartelli in bergamasco in settanta paesi: «Nel tempo diventano bene comune»

Federica Guerini dell’Università di Bergamo ha «fotografato» la situazione della segnaletica in dialetto. Il fenomeno ha preso piede negli ultimi 20 anni, soprattutto in pianura e aree urbane. «Forma di riappropriazione».

Cartelli in bergamasco in settanta paesi: «Nel tempo diventano bene comune»
Una foto d’archivio con un cartello in bergamasco

Settanta su 242: sono poco meno del 30% del totale i Comuni bergamaschi che hanno posizionato sul proprio territorio segnali stradali in cui si fa uso del dialetto. Una tendenza emersa soprattutto negli ultimi due decenni, anche se qualche «pioniere» si era visto anche prima: Trescore Balneario e Dalmine si erano mossi già nel 1996 (sembrano essere stati addirittura i primi in Lombardia). Ma è con il nuovo millennio che il fenomeno ha iniziato a farsi più consistente e diffuso.

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