Il cadavere trovato tra Azzone e Borno: due droni in azione

Al confine con Azzone Utilizzati due apparecchi a infrarossi: mappati circa 30 ettari, dove è stato fatto il ritrovamento.

Resta ancora senza un nome il corpo della donna i cui resti sono stati ritrovati in un dirupo al confine tra il Comune bresciano di Borno e Azzone, in Valle di Scalve. Un corpo smembrato in 15 pezzi, gettati in quattro sacchi neri di plastica, abbandonati in una zona impervia. Area che è anche stata ispezionata attraverso l’uso di droni della Red tech di Bergamo. «Siamo stati chiamati lunedì 21 marzo dai carabinieri di Breno per un intervento, siamo andati sul posto con un drone termico e abbiamo mappato circa 30 ettari - spiega il pilota Luigi Contin -. È tutta l’area dove sono stati trovati i sacchi, al confine tra le due province. Un’area boschiva secca, molto sporca, dove abbiamo trovato cartoni, bottiglie e vestiti, c’era di tutto».

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Due i droni utilizzati, «uno più grande, con uno zoom per avere più particolari – prosegue – . Abbiamo mappato il territorio sottostante il punto in cui sono stati trovati i sacchi, che erano a 7-8 metri dal livello della strada. Ci siamo stati due volte, lunedì e mercoledì, per ora abbiamo fatto due sopralluoghi. C’è anche un altro aspetto del monitoraggio: abbiamo utilizzato il drone termico che permette di verificare, con gli infrarossi, le fonti di calore».

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La macabra scoperta è stata fatta domenica scorsa, da un passante che transitava nella zona. Al lavoro i carabinieri del nucleo investigativo, che indagano per omicidio, coordinati dalla procura di Brescia. I militari stanno provando a risalire all’identità della vittima in base alle denunce di scomparsa. Impossibile per ora stabilire età della vittima e momento del decesso. Un delitto efferato. Dagli accertamenti sembra che il corpo sia stato prima bruciato e poi tenuto in un congelatore. Notato anche uno sfregio sul viso.

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Nei laboratori dell’istituto di medicina legale degli Spedali Civili di Brescia, intanto, si sono svolti gli accertamenti sui resti umani. Si tratterebbe di una donna dai capelli scuri, alta circa un metro e 60, dalla corporatura longilinea e con diversi tatuaggi. Da «Step by step» sulla caviglia destra a «elegance is the» sulla schiena, alle due «VV» rovesciate sulla coscia sinistra e altri. Elementi che potrebbero aiutare a identificare la donna.

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