(Foto di Yuri Colleoni)
IL DRAMMA. Nella mattinata del 12 gennaio nei boschi di Lonno, la vittima è Claudio Pelliccioli, 64 anni. «La pianta era incastrata a un’altra dal giorno prima. Avevamo anche previsto una via di fuga».
Nembro
«Avevamo anche preparato la via di fuga. Non so perché sia andato dalla parte sbagliata: era uno che stava sempre accorto quando tagliava le piante nella sua tenuta». Non si dà pace Marco, che nella mattinata di martedì 13 gennaio ha assistito alla morte del suo amico Claudio, a pochi metri di distanza, ma sufficienti perché la tragedia non coinvolgesse anche lui.
Claudio Pelliccioli, 64 anni, è la vittima dell’albero caduto il 13 gennaio a Lonno in tarda mattinata. Per anni meccanico all’aeroporto di Orio al Serio, da qualche tempo era in pensione. Viveva da sempre nella frazione di Nembro, dove era venuta a vivere anche la moglie Rosanna. Risiedeva nel centro abitato, ma gestiva anche una tenuta nella zona boschiva che scende oltre il cimitero, percorrendo via Caravaggio, al confine con Alzano Lombardo. Stava completando il taglio di una pianta in una situazione che, stando alle ricostruzioni, è risultata particolarmente complessa. L’albero in questione, infatti, era intrecciato verso la cima con un altro fusto e, inoltre, le condizioni dell’operazione non erano delle migliori, vista la forte pendenza della zona, impervia e scoscesa. «Stava cercando di tagliare la pianta già da lunedì 12 gennaio – spiega ancora l’amico Marco –, quando la motosega era rimasta bloccata nel tronco. Aveva quindi deciso di attendere il nuovo giorno». La mattina di martedì 13, così, Claudio ha incontrato per strada Marco, che si è offerto di aiutarlo: «Avevamo deciso di tagliare adoperando anche un’ascia e avevamo pure predisposto una via di fuga, che io sono riuscito a prendere nel momento della caduta e uscirne infatti illeso. Claudio, al contrario, non ce l’ha fatta: anzi si è buttato nella direzione opposta, forse un errore di valutazione o di tempismo, ed è stato colpito. Un destino beffardo».
«Era una sorta di “meccanico del paese”: se gli chiedevi di sistemare l’auto, lo faceva»
Sul posto sono giunti l’ambulanza, l’elisoccorso da Bergamo, i vigili del fuoco, il soccorso alpino, la polizia locale e i carabinieri, che hanno lavorato nelle ore successive per estrarre il corpo incastrato sotto i rami e ricostruire la dinamica. Diverse persone sono accorse sul luogo del tragico episodio. Il ricordo di Marco e di altri amici riporta alla vita passata delle piccole frazioni: «A Lonno ci conosciamo tutti, siamo 400 anime, e Claudio lo ricordiamo bene, sempre gentile e disponibile. Era una sorta di “meccanico del paese”: se gli chiedevi di sistemare l’auto, lo faceva». Tra le passioni di Claudio Pelliccioli anche lo sport e l’Atalanta, riportano ancora gli amici. Al cordoglio si unisce il sindaco di Nembro, Gianfranco Ravasio: «Eravamo riuniti in giunta e abbiamo udito le sirene dei soccorsi. Siamo rimasti sconcertati perché sono cose che non dovrebbero succedere, soprattutto a chi si prende cura del proprio verde per tutelare la comunità».
La salma di Pelliccioli è stata recuperata con l’elicottero «Drago» dei vigili del fuoco e poi riportata a Lonno per l’allestimento della camera ardente nella sua abitazione. I funerali saranno celebrati venerdì mattina, alle 10, nella parrocchiale della frazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA