Poca neve e piogge scarse: i rododendri diventano marroni. Il caldo torna sulla Bergamasca, agricoltura in crisi - Foto

Clima L’assenza di neve alle alte quote, unitamente alla carenza di precipitazioni, sono stati gli elementi che maggiormente hanno caratterizzato l’inverno appena trascorso. In quota si vedono i primi effetti di una stagione
straordinariamente siccitosa. Problemi per gli animali, a secco le pozze di abbeverata nella Val Sedornia.Il weekend del 2 giugno con il caldo.

Se da un lato l’anomala stagione ha comportato enormi disagi e costi insostenibili per il turismo invernale (si pensi a quelli legati all’innevamento artificiale) dall’altro ha portato a condizioni meteo sfavorevoli per molte specie arbustive che colonizzano i pascoli di media e alta montagna. L’escursionista attento, infatti, avrà avuto modo di notare la colorazione completamente marrone di molte foglie dei rododendri che, anche sullo stesso arbusto, appaiono in netto contrasto con quelle verdi lucenti e coriacee che li contraddistinguono. Dato il loro sviluppo prostrato e strisciante sono ovviamente assoggettati alla copertura nivale per lunghi periodi dell’anno ma purtroppo, come più volte documentato dalla cronaca, questo è avvenuto in maniera molto limitata (se non nulla) causando sofferenze vegetative a questi cespuglieti montani.

La situazione peggiore si registra probabilmente in alta Val Sedornia (Gandellino). Qui a causa dell’esposizione a sud dei pascoli di Vigna Soliva l’azione dei raggi solari durante l’inverno è risultata più intensa mettendo in sofferenza anche i ginepri. Anche le due pozze per l’abbeverata del bestiame, a circa 1.900 metri di quota, sono completamente asciutte. Tra i fenomeni vegetazionali di questo inizio estate va poi ricordato quello legato alla «pasciona» dell’abete rosso, che sta portando alla diffusione di un grande quantitativo di polline nell’aria. Dal punto di vista faunistico si può invece ricordare che vi è stata una ripresa precoce delle attività in quota delle marmotte. Il loro risveglio, e il conseguente ritorno alle attività sociali, era infatti già osservabile nella prima decade di marzo a differenza dello scorso anno quando l’uscita dalle tane non avvenne prima della fine del mese.

Per quanto riguarda invece gli stambecchi la carenza di neve in quota, e la conseguente disponibilità di cibo, ha influenzato la loro abituale presenza nella zona di Maslana di Valbondione. Il loro numero si è infatti sempre mantenuto assai limitato rispetto alle annate in cui la primavera esordiva registrando ancora un discreto quantitativo di neve oltre i 1800/2000 metri di quota.

Siccità estesa in Italia: una calamità per l’agricoltura italiana

La siccità è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana con danni stimati in un miliardo di euro all’anno per effetto del calo dei raccolti che hanno bisogno dell’acqua per crescere. È quanto afferma la Coldiretti sulle conseguenze del grande caldo arrivato con l’anticiclone subtropicale Scipione l’Africano che fa impennare i termometri fino a 41 gradi.

«Nei campi - sottolinea la Coldiretti - manca infatti l’acqua necessaria ad irrigare le coltivazioni che si trovano in una situazione di stress idrico che mette a rischio le produzioni in buona parte del Paese, in un 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate. Una situazione che ha cambiato anche le scelte di coltivazione sul territorio con - continua la Coldiretti - un calo stimato di diecimila ettari delle semine di riso che ha più bisogno di acqua a favore della soia». A preoccupare, precisa la Coldiretti, «è la riduzione delle rese di produzione delle coltivazioni in campo come girasole, mais, grano e degli altri cereali ma anche quella dei foraggi per l’alimentazione degli animali e di ortaggi e frutta che hanno bisogno di acqua per crescere. Una situazione pesante in un momento difficile a causa della guerra in Ucraina e dei forti rincari nel carrello della spesa con aumenti di prezzi degli alimentari che hanno raggiunto a maggio il +7,1%».

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I problemi in pianura padana

Ad essere colpito dalla siccità è l’intero territorio nazionale ma particolarmente grave è la situazione nella pianura padana dove per la mancanza di acqua, precisa l’associazione, «è minacciata oltre il 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo. Nonostante le ultime precipitazioni il livello del Po - conclude - è sceso al Ponte della Becca -3,3 metri rispetto allo zero idrometrico, un livello più basso che a Ferragosto».

2 giugno sotto il tallone dell’anticiclone africano

L’anticiclone africano che nella prima parte della settimana comincerà ad espandersi verso Nord, proseguirà nella sua fase di rinforzo anche durante la festività del 2 giugno. Determinerà una giornata caratterizzata da condizioni di stabilità prevalente su gran parte d’Italia e temperature in ulteriore aumento, destinate a portarsi su valori molto elevati soprattutto al Centro-Sud. Vi sarà però qualche locale nota instabile, rappresentata da una lieve variabilità che insisterà lungo le zone alpine, provocata da un flusso di aria umida sudoccidentale in scorrimento lungo il bordo superiore dell’anticiclone.

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