Volontariato / Bergamo Città
Sabato 14 Febbraio 2026
«A Trieste, quel segnale di speranza»
LA STORIA. Angela Garofalo, di Palazzolo, volontaria con ResQ tra i migranti. Ora collabora con l’«Equipaggio di Terra» di Bergamo.
Arrivano a Triste senza più niente ai piedi, o quasi. Affamati, feriti, stravolti. Ad accoglierli c’è il centro diurno gestito da ResQ-People saving people, dal Consorzio italiano di solidarietà e dalla Comunità di San Martino al Campo. Fra i volontari che vi prestano servizio c’è anche Angela Garofalo, di Palazzago, che è appena tornata dalla sua terza esperienza lì: «Nell’autunno 2023 - dice - stavo cercando un’esperienza di volontariato. Conoscevo l’associazione ResQ e la nave che presta soccorso nel Mar Mediterraneo, salpata per la prima volta nel 2021. Ho scritto per avere informazioni e candidarmi. A bordo però servono delle competenze specifiche. Così mi hanno proposto il progetto a terra, che nel tempo si è aggiunto all’attività in mare. A Trieste ci sono stata due settimane nel dicembre 2023, una a ottobre 2024 e ora sono appena tornata».
«Emozioni forti»
Ogni volta «le emozioni sono forti, contrastanti». Si incontrano per lo più uomini («Molti sono minori e c’è anche qualche famiglia», afferma) provenienti dalla Rotta balcanica. Sono a Trieste di passaggio, in genere in attesa di raggiungere i Paesi del Nord Europa «dove magari hanno già un aggancio». Tanti sono in viaggio da anni, hanno subito respingimenti, furti, violenze. «Lo chiamano – spiega – “The Game”», quasi a tentare di esorcizzare un drammatico e umanamente inaccettabile «gioco a ostacoli», che mette a repentaglio, più e più volte, la loro salute, la loro vita. Al centro (che accoglie anche alcune persone senzatetto di Triste) hanno la possibilità di lavarsi, avere abiti puliti, bere qualcosa di caldo, imparare l’italiano e ricevere assistenza legale e sanitaria. A volte i volontari provano rabbia, tristezza, un senso di impotenza. «Poi però basta vederli sorridere, capire quale forza li anima per ritrovare forza e motivazione», rivela. Tra le persone incontrate, Garofalo ricorda in particolare una giovane donna conosciuta nel 2024, in condizioni di grande fragilità. Rivederla mesi dopo, ancora al centro diurno in una situazione più stabile, con un posto fisso in dormitorio, è stato per lei un «segnale importante, di speranza».
L’«Equipaggio di terra» di Bergamo
Al ritorno dal primo viaggio a Trieste, nel 2023, Garofalo ha scoperto che anche in Bergamasca si era formato un gruppo locale a supporto di ResQ - People Saving People e vi si è unita. Si chiama «Equipaggio di Terra di Bergamo» e oggi conta una decina di volontari attivi: «Facciamo divulgazione per l’associazione - conclude - e poi raccolta fondi con banchetti in occasione di iniziative culturali ed eventi. Inoltre abbiamo iniziato ad andare nelle scuole, per parlare di diritti e persone migranti già alle primarie».
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