Ci sono missive che, per chi le riceve, pesano molto più di una semplice lettera pubblicitaria o di una bolletta ordinaria. Sono le buste che portano i loghi del Comune o di Equitalia, portatrici di notizie che nessuno vorrebbe leggere: cartelle esattoriali, preavvisi di fermo amministrativo o intimazioni di pagamento. Si tratta della macchina della riscossione che si mette in moto, spesso alimentata da multe stradali mai saldate o tributi locali rimasti in sospeso nel tempo. Questo delicato ingranaggio viene svolto nel centro logistico di Redona, dove la gestione della corrispondenza diventa un compito di estrema responsabilità e precisione. In questo snodo cittadino, il lavoro non segue un ritmo lineare ma procede per flussi impetuosi. Ci sono periodi dell’anno in cui la circolazione dei documenti si impenna drasticamente, vedendo transitare migliaia di atti in pochi giorni. È in questi momenti di picco che la pressione si sposta sulle spalle dei messi notificatori, i terminali ultimi di un processo che non ammette errori di consegna.I numeri che gravitano attorno a questo ufficio restituiscono chiaramente la dimensione del fenomeno su tutto il territorio di Bergamo: ogni anno sono circa 18 mila le notifiche che vengono consegnate ai cittadini. Un volume imponente di atti giudiziari che racconta una realtà fatta di scadenze mancate e accertamenti fiscali. Per chi maneggia questi plichi a Redona, ogni busta non è solo un numero di protocollo, ma un atto ufficiale che incide direttamente sulla vita e sulle tasche dei bergamaschi, rendendo quello dei messi un mestiere tanto essenziale quanto, spesso, ingrato.Il servizio di Paola Abrate
