• Venerdì 09 Marzo 2018
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Astori, l'ultimo saluto a San Pellegrino Terme

La chiesa parrocchiale di San Pellegrino Terme ha riaperto i battenti alle 7.30 del mattino e sotto il sole è stato di nuovo un silenzioso e composto flusso ininterrotto di persone, parenti, conoscenti, bambini delle scuole, tifosi anche da Firenze come quello che la sera prima, dall'arrivo della salma di Davide Astori in Val Brembana, si era stretta con affetto e commozione attorno ai familiari del 31enne calciatore bergamasco, a papà Renato e mamma Anna, ai fratelli Marco e Bruno. A loro si è aggiunta la compagna di Davide, Francesca: Vittoria, la figlia di due anni, è rimasta a Firenze con i nonni materni, lei è arrivata in treno a Milano e poi è stata accompagnata a San Pellegrino. Poco dopo il suo arrivo ha avuto luogo il corteo funebre. Un lungo applauso ha accompagnato l'uscita dalla chiesa della bara, trasportata a spalla dai cugini e dai coscritti dell'87. C'erano appoggiate le maglie di Fiorentina, Cagliari, Roma, alcune delle squadre di serie A in cui ha giocato Astori, ma anche una sciarpa dei Club Amici dell'Atalanta mentre i rappresentanti della società nerazzurra hanno portato il labaro. La folla - tra i quali l'ex ciclista Ivan Gotti mentre in mattinata si era visto anche Ivan Zazzaroni - ha formato un lungo serpentone alle spalle del parroco don Gianluca Brescianini, dei sindaci di San Pellegrino Vittorio Milesi e di Dossena Fabio Bonzi, del presidente della Comunità Montana Alberto Mazzoleni, percorrendo a piedi poche centinaia di metri per arrivare in cima alla salita al cimitero. Dove ha trovato l'ultimo messaggio degli amici all'ultimo viaggio di Davide: cresciuto con noi sull'asfalto rincorrendo un pallone, i nostalgici del fubal ti rendono omaggio umile campione.

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