• Martedì 08 Marzo 2016
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Buon 8 marzo, ma senza violenza

La lotta per contrastare la violenza sulle donne costa, innanzitutto in termini di coraggio e impegno delle vittime di abusi. Ma costa anche l'attività delle donne dei Centri Antiviolenza, per i quali i finanziamenti non bastano mai. Uno in provincia di Bergamo aderisce all'associazione "Donne in Rete Contro la Violenza". Lo scorso anno sono stati resi noti i requisiti che i centri devono rispettare per avere accesso ai finanziamenti pubblici. Tra gli altri, si legge che questi devono garantire un'apertura di almeno 5 giorni la settimana, un numero telefonico attivo 24 ore su 24, la presenza di assistenti sociali, psicologhe, avvocate. I centri devono fornire protezione alle donne vittime di violenza e supporto ai minori che hanno assistito al maltrattamento delle loro madri. Solo nel 2015, "Aiuto Donna" di Bergamo ha assistito 294 vittime, 70 nei primi due mesi del 2016. La durata dei percorsi di chi decide di uscire dall'inferno del maltrattamento in molti casi è di anni. Combattere la violenza significa farsi carico di ognuno di questi percorsi, garantire una continuità nella vicinanza a ognuna delle vittime, al punto da portarla verso l'autonomia. Si tratta di una scelta, anche politica.

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