• Giovedì 04 Luglio 2019
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Il rapporto di Legambiente - Ecomafie sempre più attive anche in provincia di Bergamo

Sono il ciclo dei rifiuti e il settore dell'edilizia ad attirare l'attenzione della criminalità organizzata in Lombardia, settima regione in Italia per numero di reati ambientali. La provincia di Bergamo vanta un poco invidiabile secondo posto a livello regionale per numero di infrazioni accertate e di denunce nel redditizio ambito dei rifiuti, e si colloca in terza posizione nel ciclo illegale del cemento. I dati emergono dal rapporto sulle "Ecomafie" stilato da Legambiente. Nel documento si parla di 102 denunce e 15 sequestri su 62 infrazioni accertate alla normativa sui rifiuti; 63 denunce e due sequestri nell'ambito delle costruzioni. I dati lasciano intuire un universo nel quale si parla la lingua della corruzione, "strumento fondamentale per fare affari deturpando l'ambiente". Oltre ai danni per il contesto, i reati comportano costi pesanti dal punto di vista economico per la collettività: appalti e attività dei cantieri risultano fortemente inquinati, con conseguente aumento dei prezzi delle opere e, spesso, allungamento dei tempi. La criminalità è riuscita a infiltrarsi anche nel settore faunistico: maltrattamenti, impiego degli animali per corse clandestine e combattimenti, pesca di frodo, bracconaggio, ma anche commercio di specie protette, per un mercato che in Italia genera un giro d'affari di oltre 3 miliardi di euro. Anche in questa classifica, Bergamo occupa il secondo (poco lusinghiero) posto in Lombardia.

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