• Domenica 06 Gennaio 2019
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Treni - 2018, annus horribilis per i pendolari bergamaschi

I pendolari della tratta Lecco-Bergamo-Brescia hanno ottenuto il risarcimento del 30% del prezzo dell'abbonamento per 12 mesi su 12: questo significa che mai, nell'anno appena trascorso, su questa tratta è stato rispettato lo standard minimo di puntualità previsto dal Contratto di servizio. Poco meglio per la Bergamo-Carnate-Milano, con ritardi (e conseguente bonus) per 11 mesi su 12 (e la 'colpa' non è solo da attribuire alla chiusura del ponte di Calusco, che risale al 15 settembre). Al terzo posto di questa poco lusinghiera classifica la Verona-Brescia-Treviglio, ai cui pendolari è stato assegnato un rimborso per 9 mesi su 12. Insomma, non esiste linea ferroviaria che attraversi la Bergamasca che non risulti al di sotto degli standard minimi. Come dire, se parti - e non è garantito - non sai quando arrivi. Il 2019 non porta con sè grandi speranze: l'assessore regionale ai Trasporti Terzi chiede un cambio di passo a Rfi. Marco Piuri, amministratore delegato di Trenord (la cui titolarità fa capo per il 50% proprio alla Regione), nello scorso novmembre, a un mese a mezzo dal suo insediamento, aveva dichiarato: "Nei prossimi 24 mesi le condizioni strutturali non cambieranno". Non aspettiamoci nulla di nuovo, nè di buono, a parte nuovi convogli messi su rotaia da Trenitalia e l'entrata in servizio di personale di Trenord che ora si sta formando. Su tutti questi dati incombe il ricordo di una tragedia, quella avvenuta il 25 gennaio di un anno fa, a Pioltello.

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