Israele, il costo di mire imperiali
MONDO. Le reiterate e inaccettabili violenze dei coloni in Cisgiordania appartengono a un progetto geopolitico deliberato.

MONDO. Le reiterate e inaccettabili violenze dei coloni in Cisgiordania appartengono a un progetto geopolitico deliberato.
MONDO. In un celebre pezzo dei Rolling Stones di fine anni ’60 del secolo scorso, Jagger e compagni cantavano «la tempesta sta arrivando e la guerra è a un solo colpo di pistola».
MONDO. Come un toro che di fronte al drappo rosso continua a caricare disperatamente prima di essere abbattuto, Trump ha nuovamente ripreso le operazioni militari con l’Iran senza produrre un risultato decisivo.
MONDO. «Pompiere» in una casa in fiamme, «servo sciocco» di Trump, «custode di un guscio vuoto»: si possono sprecare gli epiteti riversabili sul Segretario generale della Nato, Rutte, che – in sintonia con i Mondiali di calcio in corso – sembra un portiere cui arrivano tiri in porta da mille direzioni e si produce in grandi parate, vanificate però dagli autogol del suo stesso capitano.
MONDO. Se si tornasse improvvisamente nel mondo antico, oggi la Persia di Serse – come dopo la battaglia delle Termopili (480 a. C.) – canterebbe vittoria sul mondo occidentale.
MONDO. «Aiuto, aiuto arrivano i turchi!»: questo era il grido di allarme che per tutta Europa ha risuonato per secoli a indicare il pericolo di un’invasione di «alieni» che avrebbero distrutto la civiltà occidentale.
MONDO. Trump è abboccato all’amo avvelenato degli israeliani che lo hanno trascinato in una guerra molto ardua da vincere e al termine della quale il panorama geopolitico potrebbe assumere contorni ben diversi da quelli di prima del conflitto.
MONDO. Ancora una volta, per il conflitto in corso in Medio Oriente, vale la massima «si sa come si entra in guerra, ma non si sa come finisce».
MONDO. Senza un quadro di cooperazione multilaterale, Federazione Russa e Occidente sono condannati a un’emarginazione progressiva.
MONDO. A Davos, Trump ha fatto capire ai leader europei che non intende assolutamente rinfoderare la spada dei dazi sui Paesi europei.
MONDO. Già Seneca diceva «chi di spada ferisce, di spada perisce», che oggi potremmo anche parafrasare con «violenza chiama violenza», visto l’improvviso forte rigurgito dell’uso della forza nelle relazioni internazionali.
MONDO. Dovrebbe essere giunta l’ora che si facciano avanti – se ci sono – coloro che si ritengono i leader più visionari e in grado di difendere sino in fondo il modello europeo.
MONDO. Trump ha rinunciato definitivamente al Premio Nobel per la Pace. L’operazione militare contro il Venezuela, con il conseguente cambio di regime, conferma la politica muscolare del presidente statunitense, già autore di attacchi limitati in Siria, Yemen, Iran e contro imbarcazioni di trafficanti di droga del Paese sudamericano.
MONDO. Sul piano internazionale nel 2025 ci siamo ritrovati sulle «montagne russe». L’anno ci ha consegnato a nuove incertezze, è stato dominato dalle quotidiane iniziative del presidente Trump e segnato, per noi occidentali, soprattutto dai conflitti irrisolti in Medio Oriente e in Ucraina.
MONDO. Non c’è più sordo di chi non vuol sentire. Il sordo in questo caso è l’Europa che fa finta di non sentire la litania di insulti del presidente Trump e prese di distanze, ormai anche formali, provenienti da Washington.
MONDO. E’ forse il momento più duro per l’Ucraina, sospesa fra dignità e sopravvivenza: l’arrivo del «generale inverno» che impone le severe leggi della natura, l’uscita di scena per l’inchiesta sulla corruzione di Andriy Yermak (il principale collaboratore di Zelesnky e l’«uomo indispensabile»), i negoziati diplomatici che faticano a trovare un punto d’equilibrio, tutto questo delinea un quadr…
MONDO. Lo scoppio dell’ultimo clamoroso caso di tangenti, denunciato dall’Ufficio Anti Corruzione ucraino, che ha costretto il ministro della Giustizia Galushcenko a dimettersi e spinto Tymur Mindich – uno dei collaboratori storicamente più vicini al presidente Zelensky – a fuggire precipitosamente dal Paese, ha reso palese una realtà che molti leader e analisti in Europa e negli Usa conoscevan…
MONDO. Non è troppo azzardato sostenere che Trump tratti numerosi dossier di politica estera come oggetti che appaiono e scompaiono nelle mani di un prestigiatore, o come palle di un giocoliere che aleggiano momentaneamente in aria.
MONDO. Come nel «gioco dell’oca», Israele, nella sua lotta contro Hamas, sembra tornata indietro alla prima casella.
MONDO. Dopo un «purgatorio» di 4 anni, il leader populista Andrej Babis (imprenditore con interessi nel settore agro-alimentare, dell’edilizia e della logistica) è tornato al potere nella Repubblica Ceca.
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