Gli extraprofitti, demagogia e costi
ITALIA. È un attimo far diventare gli extraprofitti una tassa sui risparmi e i mutui degli italiani.

ITALIA. È un attimo far diventare gli extraprofitti una tassa sui risparmi e i mutui degli italiani.
ITALIA. La calda estate terminerà, ma resterà la stagione del grande scontento, delle cose non risolte, del rinvio, nell’attesa ipnotica delle prossime elezioni.
MONDO. La vittoria a New York del sindaco Mandami e l’ancor più significativo successo alle primarie dem del Michigan di un altro «socialista» (in Usa vuol dire quasi comunista) il musulmano El-Sayed, sono solo due indizi, ma siamo vicini ad una prova.
ITALIA. Facile ironizzare sulla battuta di Beppe Grillo a proposito di chi come Giuseppe Conte voleva cambiare la politica e ha finito per esserne cambiato.
ITALIA. Tutto è piegato all’ottenimento rapido del consenso, e data l’apatia e la diffidenza degli elettori, è necessario alzare la voce, suscitare emozioni forti, fare ricorso alla pancia.
ITALIA. L’esito dell’assemblea dell’Associazione delle banche italiane (Abi), si presta ad un commento più generale rispetto alle questioni di attualità, pur rilevanti, sollevate dai tre protagonisti dell’incontro: il presidente Antonio Patuelli, Il Governatore Fabio Panetta, il ministro Giancarlo Giorgetti.
MONDO. Se un vertice Nato che doveva affrontare il tema dei temi, guerra o pace, diventa occasione mediatica per spiare eventuali sguardi obliqui tra Giorgia Meloni e Donald Trump, avrebbe ragione Vladimir Putin a considerarci - noi tutti - degli smidollati che quando gli porti via la Crimea si voltano dall’altra parte.
ITALIA. Il Pnrr è finito, viva il Pnrr. Con il 30 giugno, il piano ha concluso la sua esistenza, non tutto è ben riuscito, ma resta tra le pagine migliori dell’Europa. Ha mostrato che si può fare debito comune per un destino comune, rispondendo ad una emergenza, il Covid, ma costituendo una buona pratica da applicare per un’Europa migliore e soprattutto vera.
ITALIA. La Lega è in crisi. Già c’era una debolezza strisciante, segnalata dai sondaggi, poi l’irruzione di Vannacci ha evidenziato un problema di difficile gestione e incerto recupero, che sta paralizzando le attività del vertice.
ITALIA. Tutto va bene se si è in acque tranquille e si può litigare su problemi minori, ma le guerre sotto casa obbligano a posizioni complicate.
ITALIA. Giuseppe Conte ha imparato della politica le regole più scabrose, utili per far ballare sulle punte il Pd che con Elly Schlein si è ostinato a ritenerlo un alleato imprescindibile.
ITALIA. Per fortuna Raffaele Fitto, con vecchia saggezza post democristiana, cerca di metterci una pezza, deviando quanto meno l’attenzione (già sollevando però resistenze sull’uso di fondi regionali), ma la pretesa di Giorgia Meloni di avere flessibilità europea sui costi energetici, era davvero partita male.
ITALIA. Ecco di nuovo in primo piano il tema della legge elettorale, il tormentone che pochi Paesi conoscono come l’Italia, che continua a cambiare il modo di eleggere il Parlamento, mentre grandi democrazie se lo tengono, magari un po’ acciaccato, da secoli addirittura.
ITALIA. Il decreto sembra solo una risposta politica al «salario minimo», ma occorrerebbe anche un sindacato attento alla crescita e non solo alla redistribuzione.
ITALIA. Il fatto che l’Italia sia restata sotto sanzione europea solo per un decimale (3,1% del deficit) è una circostanza sfortunata, oppure c’è qualcosa di sottostante da capire meglio?
ITALIA. La parabola di Donald Trump, dall’ascesa irresistibile alla caduta attuale dei consensi, è un caso di scuola dell’involuzione del populismo, e della pericolosità delle scelte che induce, azzardate costose e sconsiderate quando le cose vanno bene e di un estremismo quasi psicopatico quando ci sono difficoltà.
ITALIA. Si ha come l’impressione che non vi siano differenze di approccio, e la coscienza reale dello stato delle cose risponda a pure logiche di consenso immediato.
ITALIA. Da qui alle elezioni del 2027, Giorgia Meloni, oltre alle mille trappole di un quadro interno e internazionale difficile, dovrà soprattutto superare tre ostacoli che lei stessa ha piazzato sul proprio percorso.
MONDO. Difficile dimostrare che l’attacco all’Iran sia stata una scelta di Donald Trump anche per replicare al doppio passo indietro cui è stato costretto ritirando gli sceriffi criminali dell’Ice dal Minnesota e incassando il no della Corte Suprema sui dazi, ma in una presidenza che va costantemente monitorata in termini psicanalitici, ci sta persino una guerra che già costa migliaia di morti.
MONDO. Nessun cacciatorpediniere schierato, ma una chiusura dipendente da valutazioni politiche sui pericoli di terrorismo, malattie e varie da dimostrare a priori. Siamo ancora sul versante degli arrivi da arginare, ispirato alla solita spettacolarizzazione degli annunci.
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