Le elezioni in Ungheria decideranno il futuro del Vecchio continente
MONDO. Europeisti contro sovranisti. La battaglia campale di Budapest deciderà il futuro del Vecchio continente.

MONDO. Europeisti contro sovranisti. La battaglia campale di Budapest deciderà il futuro del Vecchio continente.
MONDO. E’ l’ora della pace ad Est, di farla finita con questa spaventosa tragedia. Il contesto internazionale sta cambiando velocemente e quello che ieri poteva sembrare logico a certi politici, oggi non lo è più.
MONDO. La rivoluzione è anche economica: come si possono sparare missili che costano milioni di dollari contro droni da qualche migliaio?
MONDO. Che pasticcio, Donald Trump! La guerra in Medio Oriente si amplia ed entra in una fase pericolosa e imprevedibile.
MONDO. La turbo-globalizzazione è ufficialmente finita. La Cina ne ha preso atto e ha cominciato a costruire ora un percorso che ha l’obiettivo di garantire ancora in futuro al Paese modernizzazione, stabilità e crescita «efficiente».
MONDO. Più tempo durerà la guerra in Medio Oriente, maggiori saranno le possibilità del regime degli ayatollah di sopravvivere. Questo ha dimostrato il conflitto in Ucraina, dove la «blitzkrieg» di Vladimir Putin è miseramente fallita nell’arco di una manciata di settimane.
MONDO. Un’altra guerra, ancora morti e distruzioni. Dopo il crollo della sua area di influenza - dal Libano allo Yemen - adesso è il turno dell’Iran stesso, ma è l’intero Medio Oriente a rischiare di precipitare nell’abisso.
MONDO. Il disgelo avanza riconsegnando alle Forze armate l’agibilità del campo di battaglia. Intanto i negoziati procedono.
MONDO. La «Vecchia» e bistrattata Europa è passata al contrattacco. Dopo un’interminabile difesa passiva si osservano ora varie linee di avanzata, collegate tra loro.
MONDO. Sì ad una riorganizzazione, no alla jungla e soprattutto no alla censura. Dall’Australia alla Spagna si moltiplicano le iniziative per porre rimedio alle attuali storture dei social media.
MONDO. Si deve pensare in grande se si ritiene di essere una superpotenza. E la Russia di Putin ha l’ambizione di essere ancora tale. Il nodo territoriale del Donbass, ufficialmente l’intralcio alla tregua in Ucraina, appare oggi solo uno specchietto per le allodole. In queste ore, sul tavolo negoziale, ci sono poste ben più consistenti.
MONDO. Dopo un anno, dominato dall’instabilità, sono partite le contromosse. Per politici, militari e imprenditori il problema da risolvere è uno solo: come limitare i danni provocati dall’imprevedibilità di Donald Trump sulla scena internazionale e a cascata sull’economia mondiale.
MONDO. Avanza finalmente il faticoso negoziato per fermare la tragedia russo-ucraina. Dopo anni di buio pesto, per la prima volta, Mosca e Kiev si parlano direttamente alla presenza di un interlocutore.
MONDO. La sfida nell’Artico e la tragedia ucraina stanno formando la nuova Europa. Chissà che un giorno Stati Uniti e Russia non si pentano dei recenti passi avventati, che hanno svegliato il «gigante buono» ed hanno messo in dubbio nel Vecchio continente equilibri consolidati da decenni.
MONDO. Stabilità internazionale, rapporti meno tesi tra gli Stati e maggiore coraggio nelle scelte cruciali da parte dei leader. Ecco quanto è auspicabile augurarsi nel 2026 dopo il turbolento 2025.
MONDO. Per chiudere la tragedia russo-ucraina adesso serve coraggio, tanto coraggio. Quel «coraggio» invocato dal Santo Padre a Natale.
MONDO. È l’addio della generazione sovietica. Ecco cosa è la tragedia russo-ucraina: l’impossibilità da parte di chi è nato in Urss di accettare che la Superpotenza non esiste più e che il mondo nel 21° secolo è cambiato.
MONDO. Non ci sono testi ufficiali pubblicati. I media li hanno ricostruiti su fughe di notizie, testimonianze anonime e dichiarazioni dei leader, ma nessuno ha certezza su nulla.
MONDO. A causa delle loro politiche aggressive Putin e Xi Jinping sono riusciti a risvegliare militarmente Germania e Giappone.
MONDO. Non c’è da sorprendersi. Il documento di «Strategia nazionale», presentato dall’Amministrazione Trump, mette nero su bianco quanto già da tempo si è compreso osservando le trattative diplomatiche o registrando le dichiarazioni pubbliche dei leader.
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