Mercoledì 08 Giugno 2011

Zanica, schianto in tangenziale
Muore un 54enne di Verdello

Ha avuto un improvviso malore mentre si trovava alla guida della sua jeep, che ha sbandato ed è andata a finire sull'altra corsia, scontrandosi con altri due veicoli e una piccola autocisterna che sopraggiungevano dalla direzione opposta.

È morto così, mercoledì pomeriggio a Zanica, Giambattista Stucchi, 54 anni, che abitava a Verdello in via Filippo Turati: l'uomo, conosciuto anche col nome di Gianni, lavorava nel settore della ristorazione, dove era molto conosciuto per aver prestato servizio come maître in molti ristoranti della provincia come il Cappello d'Oro, il ristorante San Giovanni delle Formiche e l'Excelsior San Marco. Attualmente lavorava con la «Longhi Banqueting» di San Paolo d'Argon.

Il terribile schianto è avvenuto attorno alle 17,15 lungo la strada statale 42 (Tangenziale Sud), a poche decine di metri dalla rampa di accesso alla Nuova Cremasca, la cui curva è tristemente famosa per i numerosi incidenti - anche mortali - che si sono verificati negli ultimi anni. Secondo la prima ricostruzione, Giambattista Stucchi, che lascia la figlia studentessa universitaria, viaggiava da Grassobbio in direzione di Zanica a bordo del suo fuoristrada Toyota. Ad un tratto il malore, forse un infarto. L'uomo ha cominciato a perdere il controllo del mezzo, finendo sulla corsia opposta e scontrandosi con tre veicoli che provenivano da Zanica.

Il primo è stata una Mitsubishi guidata da una coppia di sessantenni che è stata solo urtata su un lato e spinta verso il guardrail: la coppia ha riportato solo lievi traumi ed è stata portata all'ospedale di Seriate per accertamenti. Il fuoristrada ha poi continuato la marcia, andando a scontrarsi frontalmente con un'autocisterna che trasportava gasolio, che è stata spinta all'indietro per una decina di metri, tamponando con violenza la vettura che si trovava dietro: si tratta di una Hyundai Santa Fe sulla quale viaggiavano padre e figlio di Alzano Lombardo, fortunatamente rimasti illesi, come pure il conducente della piccola cisterna.

Per Gianni Stucchi, invece, non c'è stato nulla da fare: il 54enne è morto praticamente sul colpo, forse a causa del malore, e la sua auto accartocciata si è fermata dopo un ultimo testacoda.

La scena che si è presentata agli occhi dei passanti è stata spaventosa. Sono gli stessi autisti a bordo dell'ultimo veicolo coinvolto, la Hyundai, a raccontare quello quanto successo: «Eravamo dietro l'autocisterna - raccontano padre e figlio ancora scossi - quando abbiamo visto la jeep sbandare finendo nella corsia sulla quale ci trovavamo, come se dovesse fare un sorpasso. Però non c'era nessun veicolo davanti a lei e abbiamo capito subito che c'era qualcosa che non andava. Il conducente della cisterna ha cominciato a suonare il clacson, ma non è riuscito ad evitare l'impatto che è stato violentissimo».

Dopo lo schianto gli autisti delle altre vetture coinvolti sono scesi per cercare di soccorrere Gianni Stucchi, ma l'uomo non dava segni di vita: «Abbiamo aperto la portiera del passeggero - continuano -: l'uomo aveva le gambe incastrate nelle lamiere accartocciate ed era privo di sensi. Toccandogli il polso e il collo non si sentiva più battito cardiaco, abbiamo chiamato subito il 118».

Sul posto, oltre al personale medico con due ambulanze, sono giunti i vigili del fuoco di Bergamo con tre automezzi che hanno impiegato molti minuti per estrarre il corpo di Giambattista Stucchi dalle lamiere accartocciate. Oltre a loro, gli agenti della polizia stradale di Bergamo e di Treviglio, che si sono occupati dei rilievi, e la polizia locale di Zanica per la viabilità.

Lungo la statale si sono verificate lunghissime code in quanto, per consentire l'intervento dei soccorritori e delle forze dell'ordine, la strada è stata parzialmente chiusa. La situazione è tornata alla normalità solo dopo le ore 20. La salma di Giambattista Stucchi è stata composta al cimitero di Zanica.

I funerali si svolgeranno sabato 11 giugno, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Verdello.

Stefano Bani

r.clemente

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