Martedì 18 Ottobre 2011

Incarichi «poco trasparenti»?
Bresciani: «Procedura regolare»

L'avviso pubblico indetto il 1 luglio dall'Azienda Ospedaliera di Treviglio per la copertura di 7 posti dell' area Comparto all'interno del fabbisogno 2009/2011 «è a tutti gli effetti regolare a norma di legge sia sotto l'aspetto procedurale che per gli esiti adottati».

Lo ha ribadito questa mattina durante la seduta di Consiglio regionale l'Assessore lombardo alla Sanità Luciano Bresciani rispondendo a una interrogazione e a una interpellanza presentate da Maurizio Martina e Mario Barboni del Partito Democratico e a una interrogazione analoga sottoscritta da Gabriele Sola (IdV). Nell'illustrare le proprie richieste, Barboni ha evidenziato l'anomalia delle poche candidature pervenute alla scadenza del bando (solo 23) sottolineando come le organizzazioni sindacali interne non fossero nemmeno state messe a conoscenza del bando stesso.

«Inoltre –ha detto Mario Barboni- due candidati hanno ottenuto il massimo del punteggio nelle valutazioni della prova orale (gli unici a vedersi riconosciuti 50 punti su 50), garantendosi così l'assunzione nonostante punteggi minimi in relazione ai propri titoli e curricula. Uno di questi –ha aggiunto ancora Barboni- è un ragazzo residente nel Comune di Broni, paese natale del Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera, l'altra è una impiegata varesina componente del gruppo musicale del Ministro Roberto Maroni».

«Un gruppo musicale eclettico, molto qualificato e multidisciplinare, quello del ministro Maroni –gli ha fatto eco Gabriele Sola (IdV)- tanto da aver già sfornato, prima di questo caso, anche un dirigente pubblico e un ex direttore generale di due Asl Lombarde».

L'assessore Luciano Bresciani ha affidato la sua risposta alla relazione della Commissione esaminatrice incaricata di esaminare le candidature e composta dal direttore amministrativo dell'Azienda Ospedaliera di Treviglio Vincenzo Ciamponi e dai dirigenti dell'azienda stessa Giovanni Palazzo e Anna Paola Montanari, mentre il ruolo di assistente amministrativo era stato affidato a Eugenia Maffè.

Nella relazione i commissari evidenziano la regolarità del bando: «la procedura non prevede ex lege alcuna forma preventiva di informazione o consultazione delle organizzazioni sindacali aziendali» e sottolineano come il bando sia rimasto pubblicato sull'albo pretorio on-line nel rispetto della normativa vigente. Ribadendo «l'ampia discrezionalità tecnica-amministrativa di cui la Commissione gode in termini giurisprudenziali per esercitare la propria funzione di valutazione», i commissari hanno infine sottolineato come gli incarichi siano stati conferiti a tempo determinato per 12 mesi ai primi 7 in graduatoria con profilo di «coadiutore amministrativo esperto – categoria B».

«Semplicemente sconcertato» dalla risposta dell'Assessore regionale si è dichiarato Gabriele Sola: «Lei dovrebbe interpretare con maggiore dignità il suo ruolo –ha detto Sola rivolgendosi a Bresciani- senza limitarsi a leggere missive altrui, rasentando la provocazione con atteggiamenti notarili e burocratesi. Le abbiamo chiesto qual è la sua valutazione su questa incresciosa vicenda, ma lei non ci ha risposto».

Anche Mario Barboni (PD) auspicava «che l'Assessore regionale andasse oltre le semplici risposte del direttore generale, facendo gli approfondimenti e le valutazioni che il caso richiedeva e che competono al ruolo politico e amministrativo di chi deve garantire la trasparenza pubblica. Mi auguro in ogni caso –ha concluso Barboni- che casi come questo non si verifichino mai più, perchè sono un'offesa alle pari opportunità e dignità di tutti i cittadini».

a.ceresoli

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