Sabato 24 Marzo 2012

Treviolo, il cromo sotto il campus
arrivato soltanto a fine estate

«C'era una linea elettrica da spostare, per questo il marciapiede Sud fu realizzato per ultimo, dopo gli altri, a fine estate 2011». Lo ricorda bene il direttore dei lavori per il nuovo campus scolastico di Treviolo, l'architetto Flavio Todeschini. Ed è proprio lì, nel marciapiede Sud perimetrale all'edificio, che l'Arpa ha prelevato i campioni di materiale dove sono state riscontrate tracce di cromo esavalente, inducendo la Procura a disporre il sequestro del cantiere.

Il materiale di riempimento utilizzato dall'impresa Locatelli di Grumello del Monte per il marciapiede Sud fu dunque portato nel cantiere dopo i controlli effettuati dall'impresa stessa e dal Comune, tramite i collaudatori. Controlli, questi, che avevano dato esito negativo e avevano tranquillizzato Amministrazione e cittadinanza, ma che avevano riguardato zone del cantiere realizzate prima, non il marciapiede Sud, che non c'era ancora.

È per questo che il reato ipotizzato dal pm Carmen Pugliese, traffico di rifiuti, sarebbe stato commesso «a partire dal mese di settembre 2011», e non prima, come recita il decreto con cui il magistrato ha posto i sigilli al cantiere.

Tempi e luoghi diversi di prelievo dei campioni possono forse spiegare, quindi, l'esito opposto degli accertamenti condotti al cantiere di Treviolo. Il 20 luglio 2011, infatti, sulla scrivania del sindaco Gianfranco Masper erano giunti referti tranquillizzanti: il cromo totale era addirittura un decimo della soglia massima consentita.

Intanto sul fronte Brebemi, i primi esami di laboratorio riferiti al cantiere di Cassano d'Adda hanno dato esito favorevole per l'impresa Locatelli. È lì che i periti, incaricati di fare chiarezza sui materiali utilizzati per il fondo stradale, non hanno per ora riscontrato sostanze inquinanti oltre i limiti di legge. I prelievi di materiale risalgono a un mese fa, nella zona di Truccazzano e di Casirate d'Adda.

Tre i campionamenti effettuati. Stando alle informazioni che giungono dai laboratori incaricati delle analisi, i primi esiti scagionerebbero Locatelli: nel materiale utilizzato per il fondo stradale di Brebemi (per lo meno nel tratto interessato finora dalle verifiche) i rifiuti sembrano non esserci e le sostanze inquinanti rientrerebbero nei limiti previsti dalla normativa di riferimento.

Ma le verifiche saranno ancora lunghe. 

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a.ceresoli

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