Sabato 14 Aprile 2012

Imu: una giungla di aliquote
E scadenze ancora incerte

Il modulo è pronto, ma per gli italiani alle prese con i calcoli sulla stangata della nuova Imu è meglio riporre la penna. Almeno fino a lunedì. Solo allora sarà presentato l'emendamento del relatore al decreto sulle semplificazioni fiscali, che chiarirà tempi e modalità di versamento. Ma per evitare i disagi dell'ultima ora è comunque importante raccogliere i dati che poi serviranno a pagare l'imposta. Ecco una mini guida per orientarsi nell'attesa dei chiarimenti definitivi.

Al momento l'acconto si paga il 18 giugno (il 16 cade di sabato) e il saldo il 17 di dicembre (il 16 è domenica). Alla prima scadenza bisognerebbe pagare metà dell'importo dovuto con le aliquote fissate dallo Stato (0,4% sulle prime case, 0,76% sugli altri immobili). La ripartizione in tre rate avrebbe l'effetto di modificare completamente importi e scadenze. Molto probabile è così l'arrivo di una terza rata dopo le vacanze, il 16 settembre.

Prima o seconda casa? È l'altro nodo che dovrà essere sciolto. «Ci stiamo ancora lavorando», dice il relatore e presidente della commissione Finanze, Gianfranco Conte. Ma i Comuni hanno chiesto con forza una differenziazione, per evitare una mancanza di gettito.

Al momento l'unica differenza tra prima e seconda casa è rappresentata dall'aliquota (0,4% sulla prima, 7,6% sulle seconde) e dal fatto che le detrazioni sono riconosciute solo sull'abitazione principale (200 euro più 50 euro per ogni figlio a carico di età non superiore a 26 anni).

Per chi possiede un appartamento affittato con canone concordato o vanta una dimora storica sono in arrivo alleggerimenti alla «pesante» Imu. Queste due tipologie di immobili, infatti, con la «vecchia» Ici potevano applicare aliquote ridotte. L'eventuale riduzione, se applicata sulle aliquote «statali», avrebbe effetto fin dall'anticipo.

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m.sanfilippo

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