Giovedì 05 Dicembre 2013

Aiutò Kumar, c’è la benemerenza

«Ho seguito cuore e coscienza»

Saliou sul divano del salotto con la moglie e la piccola Soukeyna

Sono trascorsi tre mesi da quella tragica notte in cui persero la vita la dottoressa Eleonora Cantamessa e l’indiano Baldev Kumar ma i ricordi sono più vivi che mai. Notti insonni, dolorose, giornate interminabili trascorse ascoltando i telegiornali e leggendo i quotidiani ma lui, in quell’inferno ci è stato.

Lui, è stato il primo a chiamare i carabinieri e a fiondarsi in strada per prestare soccorso a Kumar. L’eroe nell’ombra, scampato alla morte, è Saliou Mbaye, 25enne senegalese da otto anni in Italia e residente a Chiuduno dal 2006.

Saliou lavora in una ditta di guarnizioni a Tagliuno, ama il calcio, è sposato con la 23enne senegalese Ndiaye Amsatou ed è papà della piccola Soukeyna che compirà due anni il 15 dicembre. Lontano dai riflettori, circondato dall’affetto dei familiari, degli amici, dei colleghi, dei chiudunesi e assistito dall’ équipe medica dell’Azienda ospedaliera Bolognini di Seriate, si è rimesso in forze trovando il coraggio di aprire la porta di casa e raccontare, per la prima volta, quello che ha vissuto.

Visibilmente scavato in volto, con il ginocchio sinistro rotto (può camminare solo con le stampelle), ha rischiato la vita per salvare quella di un altro uomo e lo rifarebbe ancora. Sabato 21 dicembre, prima del concerto di Natale al Cinema Nuovo di Chiuduno, il sindaco Stefano Locatelli consegnerà a Saliou una targa che attesta la benemerenza civica assegnatagli dalla Giunta comunale.

«Sono senza parole - dice timidamente Saliou -. Ho semplicemente fatto quello che dice il codice della strada. Io ho la patente italiana e il codice prevede l’obbligo di prestare soccorso in caso di incidente stradale con feriti. Un gesto dettato dal cuore e dalla coscienza».

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