Bergamo capitale della cultura
Calderoli: indagini sull’esclusione

Il senatore della Lega Nord Calderoli è primo firmatario di un ordine del giorno che impegna il Governo «ad accertare con tempestività le eventuali criticità segnalate» rispetto all’esclusione di Bergamo dalla «short list» per diventare «Capitale europea della cultura 2019».

«Abbiamo appena finito, l’ordine del giorno è stato votato all’unanimità, favorevoli anche i grillini!». Sono passati solo cinque minuti dalla votazione in Senato e Roberto Calderoli fatica a trattenere la soddisfazione nel vedere il suo documento approvato da tutti i senatori. Nessuno escluso.

Il senatore della Lega Nord è primo firmatario di un ordine del giorno che impegna il Governo «ad accertare con tempestività le eventuali criticità segnalate» rispetto all’esclusione di Bergamo dalla «short list» per diventare «Capitale europea della cultura 2019» (la fase di preselezione ha individuato 6 su 21 città candidate: Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna, Siena). E Calderoli è certo, per Bergamo «si riaprono i giochi, perché un documento votato all’unanimità dal Governo ha un certo peso» sottolinea.

Il documento presentato da Roberto Calderoli (primo firmatario) insieme ai senatori bergamaschi Nunziante Consiglio (Lega Nord), Giacomo Stucchi (Lega Nord), Marco Pagnoncelli (Forza Italia) ed Enrico Piccinelli (Forza Italia) e approvato martedì 28 gennaio dal Senato riprende la richiesta fatta dal sindaco di Bergamo Franco Tentorio e dal Comitato promotore al Ministro dei Beni culturali Massimo Bray e al presidente del Parlamento europeo, dove si chiedeva di fare chiarezza su un possibile conflitto di interessi e anomalie rilevate nella commissione giudicatrice che ha decretato le sei finaliste.

«Siamo partiti dalla lettera inviata al Ministro dal sindaco di Bergamo e del Comitato, perché erano state ravvisate delle irregolarità su una giuria sulla quale sono emersi ampi collegamenti con dei comitati delle città candidate – spiega Roberto Calderoli –. La richiesta è stata fatta con la lettera, adesso però è il Governo a chiedere di procedere immediatamente a controllare e verificare le irregolarità».

Con l’ordine del giorno si chiede quindi di verificare i passaggi che hanno portato all’esclusione di Bergamo dalla short list. Di conseguenza, tutte le altre città escluse potrebbero beneficiare di un eventuale revisione.

Per saperne di più leggi L’Eco di Bergamo del 29 gennaio

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