Mercoledì 15 Gennaio 2014

Bolgare corre ai ripari dopo la rissa

Il sindaco: misure anti-immigrazione

Luca Serughetti

A ferro ancora caldo, il sindaco di Bolgare dice che è andata fin troppo bene. Perché quella sera, sabato sera, in oratorio c’erano decine, forse centinaia di ragazzi mentre là fuori, a due passi dall’ingresso, i sei indiani se le davano di santa ragione a colpi di spranga e bottiglie di vetro rotte. Tra loro due fratelli - Sarvan Sing e Curcharan Madara - che abitano nel centro storico di Bolgare: già in campo la notte della tragedia di Chiuduno (per questo coinvolti nell’inchiesta), sono ben noti anche in paese: «Troppo alcol...» dice un commerciante del centro storico. Un indiano. Fa segno con l’indice alla tempia: «Vanno fuori di testa e picchiano, basta magari che li guardi in faccia due volte e scattano subito... Sono prepotenti quando bevono. E bevono spesso...».

La domanda del sindaco Luca Serughetti se la saran dunque fatta anche i genitori dei ragazzi che sabato sera sono usciti dall’oratorio per vedere che cosa stava succedendo, attirati dalle urla e dai colpi sul parcheggio. «E se la lite fosse degenerata? Se ci fossero finiti dentro i nostri giovani? Nessuno qui dimentica la dottoressa Cantamessa... È intollerabile che anche a Bolgare succedano fatti del genere». Ancora una volta, perché la «madre» di tutte le risse che da mesi sconvolgono la Val Calepio e la Val Cavallina, è stata proprio qui nel 2007. Era la prima così furibonda, in cui c’è mancato poco che ci scappasse il morto. E allora adesso basta, però: tolleranza zero e con i (pochi) mezzi a disposizione, Bolgare ci prova. L’ufficializzazione è attesa per mercoledì 15 gennaio, con la firma della Giunta «Lega Nord - Impegno per Bolgare» di un «pacchetto sicurezza» che punta a intensificare i controlli sulla popolazione immigrata, in particolare quella indiana pari al 16% dei residenti in paese.

Serughetti sta ancora sul vago: «Avvieremo un monitoraggio più sistematico sulla situazione degli alloggi e dell’ospitalità, ma a pagare quest’attività non sarà l’intera comunità». L’intenzione è quella di aumentare di parecchio il costo della richiesta di idoneità alloggiativa. Una richiesta necessaria ai cittadini stranieri ed extracomunitari per ottenere il permesso di soggiorno. L’idoneità attesta infatti che chi la richiede dispone di un alloggio adeguato dal punto di vista igienico-sanitario e dei requisiti minimi di abitabilità. «Costa attualmente 130 euro al richiedente» conferma il sindaco. E costerà molto di più, anche se Serughetti non anticipa la cifra che passerà in Giunta (voci di corridoio parlano di 500 euro). Un modo, in pratica, per scoraggiare le richieste, quindi per tenere lontani gli stranieri.

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