Bombassei su Bergamo e la ripresa:
«Stimo Tentorio, Gori è la novità»

«Noi abbiamo una storica tradizione industriale: un valore che va preservato, perché questo vuol dire fare il bene del territorio bergamasco, cioè di tutti». Alberto Bombassei interviene nel dibattito politico, fra le elezioni per il sindaco della città e le europee.

«Noi abbiamo una storica tradizione industriale: un valore che va preservato, perché questo vuol dire fare il bene del territorio bergamasco, cioè di tutti». Alberto Bombassei interviene nel dibattito politico, fra le elezioni per il sindaco della città e le europee, con un duplice sguardo: quello dell’imprenditore global (è il presidente della Brembo con 35 stabilimenti nel mondo) e quello del deputato montiano di Scelta civica.

Matteo Renzi domani sarà a Bergamo: che cosa si sente di dirgli?

«La questione di Bergamo, al di là di alcuni tratti specifici, non si può scindere dal quadro nazionale e, oggi più di ieri, dal contesto europeo. La valorizzazione della cultura industriale è nell’agenda del premier come in quella dell’Europa. Noi, come Scelta civica, abbiamo discusso e condiviso il programma di governo: siamo allineati. La priorità è la crescita dell’occupazione e della competitività: è il primo obiettivo e va realizzato ad ogni costo».

Persone senza lavoro e chiusura di aziende, un quadro preoccupante per una terra che era a piena occupazione.

«Certo, c’è sofferenza, pur ricordando che nella Bergamasca il danno è minore. Credo che gli anni peggiori siano alle nostre spalle e sono abbastanza ottimista sul futuro. Il punto è questo: per creare nuova occupazione bisogna investire sui valori del territorio. Abbiamo tante, importanti eccellenze. Mercati storici come il tessile e la meccanica che si stanno evolvendo grazie a nuovi prodotti e nuovi mercati».

Presidente, torniamo a Bergamo: quali problemi urgenti vede?

«Il nostro territorio è chiamato ad aprirsi, non a chiudersi. I ritardi infrastrutturali sono stati in buona parte colmati. Pensiamo alla partita che si apre con la Brebemi e con la Tav in pianura. Stiamo superando il nostro storico isolamento: diciamo Bergamo ma ormai, in tema di grande arterie e collegamenti, dobbiamo parlare di Nord e di Europa».

Scelta civica, almeno formalmente, non s’è schierata per la corsa a sindaco.

Il pendolo oscilla più verso Franco Tentorio o Giorgio Gori?

«Lasciamo libertà di scelta e il nostro contributo è propositivo: difesa della cultura industriale e apertura al mondo. Dal mio punto di vista, Gori si presenta come una novità importante, è pieno di idee innovative ma non l’abbiamo ancora visto all’opera ed è difficile dare un giudizio preventivo. Tentorio lo conosco bene e apprezzo il suo lungo impegno per la città».

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