Giovedì 12 Dicembre 2013

«Cara Santa Lucia dove abiti?»

Le lettere dei bimbi toccano il cuore

«Cara Santa Lucia, siccome quest’anno ho fatto il bravo, come regalo ti chiederei di mostrarmi, con qualche giorno di anticipo, le letterine che ti hanno spedito tutti gli altri bambini, in modo che si possa scrivere un pezzo che parli di loro. Per ringraziarti, ti lascio latte e biscotti per l’asinello».

Tranquillizziamo subito tutti i pupetti che, per un motivo o per l’altro, si stessero trovando a leggere questo articolo: come potete vedere, le letterine le abbiamo ricevute direttamente dalla Santa, dopo averle spedito la nostra.

I «Cara Santa Lucia» sono migliaia e migliaia, come le lettere consegnate nella chiesa della Madonna dello Spasimo: nessuna, però, è simile all’altra, perché ogni bambino ci mette qualcosa di suo. Ci sono le lettere «minimal» (un paio di righe stile lista della spesa) e quelle fiume (pagine e pagine allegate, con disegni, fotografie e ciucci lasciati in pegno), ci sono quelle scritte su un pezzo di carta straccia, oppure elegantemente in Microsoft Word.

Al di là della forma, è la sostanza che conta, e il bambino furbo vede bene di abbellire il listone delle richieste con pensierini rivolti ad amici, parenti e bambini poveri, non sia mai che tutta questa bontà possa rendere la Santa ancora più generosa.

Il desiderio più grande va ben oltre l’ultimo videogioco: «Mi chiamo Lisa, ho nove anni, vivo a Chignolo d’Isola. E tu dove abiti?», butta lì la più curiosa, che non è l’unica a tentare la missione impossibile. «Perché scappi via? Vogliamo vederti, vogliamo toccarti, vogliamo ringraziarti», rincara la dose Anna, che punta al colpo grosso e che nel finale raddoppia con un «puoi tenere il disegno, ma lasciami la tua firma». Bimbetti alla ricerca di risposte, come Silvia, che punta ancora più in alto: «Ma è vero che esiste l’aldilà? Scrivimi la risposta, grazie».

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