Martedì 03 Dicembre 2013

Caso Morandi, beni congelati

E c’è il giallo dei box di Lizzola

Benvenuto Morandi, sindaco di Valbondione
(Foto by Fronzi)

Gli immobili di cui risulta proprietario, ma anche auto e conti corrente. E pure l’indennità di primo cittadino a cui, però, ha rinunciato. Sequestro conservativo: è quello notificato sabato mattina 30 novembre dall’ufficiale giudiziario Rosa Brignoli a Benvenuto Morandi, il sindaco di Valbondione ed ex direttore di banca indagato per appropriazione indebita aggravata.

Il sequestro è stato richiesto al tribunale civile di Bergamo dai legali di Banca Intesa Sanpaolo che il 1° luglio scorso ha sospeso, poi denunciato e infine licenziato Morandi, dopo avere scoperto un «buco» da trenta milioni di euro sui conti di alcuni suoi clienti al Private di Fiorano al Serio.

Una mossa fatta per «congelare» il patrimonio dell’ex direttore - fino a un limite di un milione e mezzo di euro - in vista di un’eventuale condanna e in modo da potersi rivalere su questo.

L’atto è stato notificato anche alla filiale di Banca Intesa di Fiorano, dove Morandi avrebbe un conto aperto.

Con l’ufficiale giudiziario, in municipio anche i carabinieri di Clusone, cui non è passata inosservata una lettera giunta in Comune giovedì. Si tratta della replica di Massimo Lizzardi di Gromo per conto dell’immobiliare Roccolo Srl alla nota ricevuta nei giorni scorsi dall’ente di via Beltrame in merito ai box di Lizzola. Si tratta dei 18 posti auto al coperto realizzati dal Comune, nove dei quali non ancora pagati dalla Mountain Security di proprietà di Sabrina Semperboni ,assessore al Bilancio. E per i quali presto dovrebbe scattare la messa in mora, «ora come ora un atto obbligato» commenta il segretario comunale Francesco Bergamelli.

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