Mercoledì 18 Dicembre 2013

Confermato l’aumento dell’acqua

La Provincia: nessuna alternativa

Un rubinetto dell'acqua

Non ci sono alternative all’aumento dell’acqua. È l’esito della Commissione consiliare congiunta che si è tenuta mercoledì 18 dicembre dopo la conferenza stampa dei sindaci sullo scottante tema di Uniacque.

Veloce riassunto delle puntate precedenti. Dal 1° gennaio 2014 scatta l’aumento ed entra in vigore la nuova tariffa di Uniacque: 1,077 euro al metro cubo contro lo 0,98 attuale. Un ritocco del 10 per cento circa (9,98 per la precisione) che sarà retroattivo di un anno. Nel senso che verrà applicato anche a tutto il 2013 e quindi la differenza dovrà essere conguagliata dai cittadini al gestore del servizio idrico integrato.

La nuova tariffa riguarda i 166 Comuni gestiti da Uniacque per un totale di circa 800.000 abitanti. C’è Bergamo (ex Bas) e tra i centri maggiori ci sono Albino, Dalmine, Romano di Lombardia, Seriate e Stezzano.

I rincari in cinque anni si aggireranno attorno al 28%. In soldoni, una famiglia di quattro persone che ha un consumo medio annuo di 256 metri cubi di acqua vedrà la bolletta passare da 250,88 a 275,71 euro.

Un aumento che ha scatenato le proteste di molti cittadini e di diversi sindaci, tra i quali l’architetto Michele Villarboito, sindaco di Aviatico, che era stato molto pesante nei giorni scorsi. I sindaci, erano una decina e hanno partecipato anche alla Commissione congiunta con rappresentanti di Uniacque (il presidente è Gianni D’Aloia), di Ato, nella conferenza stampa hanno ribadito le loro pesanti critiche invitando la Provincia a scovare un’alternativa, ma la Commissione li ha stoppati inesorabilmente.

In pratica, è stato risposto ai sindaci, l’aumento non è stato deciso a caso, ma deriva da precise formule matematiche elaborate dall’Autorità per l’energia. Autorità che comunica le sue decisioni sempre dopo l’estate. Le nuove tariffe arrivano sempre a fine anno per una tempistica ormai consolidata, ecco perché - è stato sostenuto - non si può parlare di retroattività.

Il secondo motivo per il quale ormai non sono più possibili variazioni è che il piano economico-finanziario della Provincia deve essere varato entro il 6 gennaio 2014, per cui - anche per non incorrere in sanzioni - è praticamente scontato che venerdì 20 dicembre sarà votato il piano che comprende appunto l’aumento dell’acqua.

Insomma, per la Provincia - in Commissione c’erano pure gli avvocati dell’ente pubblico - sembra che non ci sia più nulla da fare. Ricordiamo, per concludere, le durissime parole del sindaco di Aviatico pronunciate qualche giorno fa dopo la notizia dell’aumento. «Ribadisco ancora con toni più marcati che Uniacque S.p.A. è a mio parere Amministrata da persone non all’altezza del ruolo che ricoprono, e che, per quanto mi riguarda, dovrebbero trarre le conclusioni dai risultati che hanno portato, rassegnando le proprie dimissioni il prima possibile. Le dimissione dovrebbero essere date - prosegue Villarboito - «per il bene di tutti i Bergamaschi, che ritengono la loro acqua un bene prezioso, una risorsa da garantire a tutti indistintamente, a un costo popolare, senza far pagare ai cittadini le scelte sciagurate (finanziarie e di gestione) intraprese da qualcuno».

Parole pesanti anche per il presidente Pirovano, che, secondo il sindaco di Aviatico, si è «addentrato in un vortice senza uscita nella questione dell’acqua, così come per altre problematiche tra l’altro. Mi è sembrato di capire che quando fosse a Roma la colpa è di chi era in Provincia (con lo slogan padroni a casa nostra, slogan al quale credevo tra l’altro, o mi facevano credere, acqua compresa), adesso che è in Provincia la colpa invece per una serie di ritardi e inadempienze è di Roma. Essendosi diviso negli ultimi venti anni tra Roma e Bergamo, chissà che magari la colpa sia un po’ anche sua per come la nostra Italia sia diventata, così come forse un po’ di colpa è anche sua per come Uniacque viene gestita».

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