Martedì 08 Luglio 2014

Il Bicentenario dei carabinieri

Festa in Regione: ecco i video spot

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni con il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo (primo, alla sua destra) e al generale Vincenzo Giuliani, comandante dell'Interregionale 'Pastrengo' di Milano (secondo a destra) , in occasione della celebrazione del Bicentenario della fondazione dell'Arma dei Carabinieri

Nell’anno del Bicentenario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri il comando generale dell’Arma ha realizzato uno «spot promozionale» in due versioni: uno ha una durata di 60 secondi, l’altro di 30.

Gli spot hanno alcune caratteristiche particolari:

- l’utilizzo dell’innovativa tecnica della “parallasse”, che, modificando il punto di osservazione dello spettatore, conferisce all’immagine profondità tridimensionale e movimento;

- la riproduzione di immagini ad alto patto emotivo, sintesi dei valori che contraddistinguono l’Istituzione;

- l’utilizzo di una colonna sonora (dal titolo “Forever”) che esalta le immagini sia in bianco e nero che a colori.

Proprio nella giornata di martedì nell’aula del consiglio regionale lombardo si è svolta una cerimonia per celebrare il Bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

“In qualità di presidente della Regione Lombardia - ha detto Roberto Maroni - è per me un onore esprimere, in questa cerimonia, il saluto e la riconoscenza di tutti i cittadini lombardi per l’importante e difficile compito che quotidianamente l’Arma dei Carabinieri svolge nelle nostre comunità e in tutte le aree del mondo in cui è attualmente impegnata a garantire l’ordine civile e la democrazia”.

L’ORGOGLIO DI UN CORPO SPECIALE - “Avendo ricoperto in passato, e per due volte, il ruolo di Ministro dell’Interno, ho potuto apprezzare - ha ricordato il presidente Maroni - ancora meglio l’impegno che le donne e gli uomini dell’Arma mettono, giorno dopo giorno e in condizioni non sempre agevoli, anzi, per tutelare la sicurezza e la libertà dei cittadini delle nostre comunità. Un impegno che li porta talvolta a mettere a repentaglio anche la loro vita. Ho tantissimi ricordi nella mia esperienza di rapporti diretti e personali, non solo con i vertici dell’Arma, ma anche con singoli appartenenti all’Arma in tante Regioni d’Italia, e ho sempre visto negli occhi di tutti i Carabinieri l’orgoglio di appartenere ad un corpo ritenuto giustamente un corpo speciale nel senso più nobile del termine”.

UN SIMBOLO DEL NOSTRO PAESE - “Nata nel 1814 a Torino, nei suoi 200 anni di vita, l’Arma dei Carabinieri ha accompagnato - ha proseguito Maroni - generazioni di italiani e affrontato eventi storici, drammatici e gioiosi, mantenendo inalterata l’autorevolezza, lo spirito di servizio verso la collettività, l’orgoglio di appartenenza unito alla fedeltà alle Istituzioni; caratteristiche che hanno fatto sì che nome, colori, uniformi dei Carabinieri diventassero un “simbolo” del nostro Paese conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. E anche di questo ho esperienza avendo partecipato a tante riunioni internazionali dove è stato sempre fatto un riconoscimento di altissimo ringraziamento all’Arma dei Carabinieri per l’attività svolta in Italia e nelle missioni internazionali.”

FORZA MILITARE DI POLIZIA SUL TERRITORIO - “Stiamo ricordando questo anniversario speciale, i 200 anni dalla fondazione, in una città, Milano, dove i Carabinieri - ha sottolineato il presidente della giunta regionale - comparvero nel giugno del 1859 con l’inaugurazione della prima caserma, in via Moscova nell’attuale toponomastica, ancora oggi sede del Comando Legione e Provinciale di Milano. Oggi i carabinieri rappresentano una “forza militare di polizia a competenza generale, in servizio permanente di pubblica sicurezza”, distribuita sul territorio in migliaia di Stazioni e Tenenze, che procede, cito dati dell’Arma, per oltre il 75% dei fatti-reato denunciati e perseguiti nel nostro Paese e raccoglie il 70% di tutte le denunce che vengono fatte. Inoltre, l’Arma è coinvolta in missioni internazionali ONU, UE, NATO, condotte in forza di accordi internazionali, nelle quali missioni svolge delicati compiti di polizia militare e di addestramento delle forze di polizia locali, e questo è un altro aspetto importante da ricordare, favorendo il ritorno a condizioni positive di convivenza dopo drammatici conflitti, missioni in cui le azioni di garanzia per la sicurezza si uniscono alle iniziative di solidarietà e promozione dello sviluppo”.

IN LOMBARDIA UNA RIDUZIONE DEI REATI - “L’esempio delle donne e degli uomini dell’Arma, di coloro che hanno perso la vita e di quanti ogni giorno la mettono a rischio, costituisce - ha rimarcato Maroni - la testimonianza sempre viva di dedizione, un’esperienza che sollecita la nostra responsabilità come istituzioni. La sicurezza è un bene prezioso per la vita di una comunità e, insieme, un bisogno espresso dai nostri cittadini con sempre maggior forza. Con l’indubbio contributo di prevenzione e intelligence dell’Arma dei Carabinieri, un territorio così articolato e complesso e ricco come la Lombardia può oggi registrare una generalizzata riduzione dei reati. Anche se non si può e non si deve mai abbassare la guardia nei confronti del crimine, di ogni forma di crimine.

LA SICUREZZA E’ UN DIRITTO - “La sicurezza infatti - ha detto ancora Maroni - non è solo un’opzione, un desiderio, essa è un diritto, che le Istituzioni sono tenute a garantire a tutti i cittadini. è perciò necessaria più che mai una sinergia, una visione ampia, una strategia comune da parte di tutte le Istituzioni, siamo quelle che noi qui rappresentiamo, sia le Forze dell’ordine e la Magistratura che rappresentano l’ossatura fondamentale della risposta delle Istituzioni al crimine, non solo a quello organizzato”.

PER LA LOMBARDIA LA SICUREZZA E’ UNA PRIORITA’ - “Per il Governo Regionale lombardo - ha ribadito Roberto Maroni - la sicurezza è una priorità. Negli anni si è affermata una idea di sicurezza partecipata, in base alla quale al fianco delle Forze di polizia ci sono le Polizie locali, impegnate in particolare sul fronte della sicurezza urbana. La politica regionale della sicurezza si sviluppa attraverso diversi interventi, con iniziative di sostegno alle vittime di reato e interventi nei settori della prevenzione e della lotta contro la criminalità. La Regione Lombardia - ha proseguito - è al fianco delle Istituzioni statali per supportare questo sistema di sicurezza integrando e intervenendo con politiche di prevenzione, che mirano a un coordinato sviluppo di interventi che si concentrano nel rafforzamento dei servizi, nel rafforzamento delle infrastrutture e nella rivitalizzazione dell’ambiente urbano”.

LOMBARDIA PROMOTORE DI SICUREZZA - “La sicurezza è per noi anche una questione di cultura - ha detto ancora il presidente della Regione - nella progressiva definizione dell’attuale modello istituzionale, volto a coinvolgere tutti gli enti locali ed in particolare le istituzioni regionali, la Lombardia vuole essere promotore e laboratorio di una stagione volta a sviluppare politiche per la legalità e la sicurezza, attraverso l’attivazione di azioni orientate all’educazione alla legalità.

L’indirizzo normativo e il coordinamento tra le politiche di sicurezza promosse dalla Regione Lombardia, con il coinvolgimento trasversale delle strutture regionali e degli enti locali, si deve tradurre - ha appuntato - in una vera e propria filiera della prevenzione che parte dalla conoscenza e dall’individuazione dei processi e degli eventi che alimentano e che turbano la convivenza, elabora efficaci politiche per la ricostruzione del controllo sociale informale, rafforzando sempre più il coordinamento con le Forze dell’Ordine per un più efficace utilizzo delle professionalità negli interventi operativi sull’intero territorio regionale. In questo percorso lo spessore umano e il vissuto dei Carabinieri rappresentano per noi un esempio limpido e concreto di servizio alla comunità.

L’Arma si è sempre fatta trovare al posto giusto, nel momento giusto, con un’azione quotidiana contraddistinta da coraggio e competenza”.

ALLEANZA TRA ISTITUZIONI E SOCIETA’ CIVILE PER LA SICUREZZA - “Non ho dubbi che l’Arma continuerà, anche in futuro, a proseguire su questa strada, che è la sua strada, alimentando l’alleanza tra le Istituzioni e la società civile, attraverso la correttezza, la preparazione professionale, la lealtà e il rispetto. Rinnovo, in conclusione, il ringraziamento alla Benemerita, mio personale e della Regione Lombardia, a nome dei cittadini lombardi, nella consapevolezza che solo una sicurezza partecipata - che vede protagonisti Istituzioni, Magistratura, Forze dell’Ordine, Polizie locali e società civile - ha concluso il presidente Maroni - può assicurare a tutti un futuro più sicuro.”

© riproduzione riservata