Mercoledì 25 Giugno 2014

«Il volto amorevole di Papa Giovanni»

Il ritratto di Yan Pei-Ming all’ospedale

La consegna dell’opera di Yan Pei-Ming

Banca Popolare di Bergamo ha concesso l’opera «Papa Giovanni XXIII» dell’artista cinese Yan Pei-Ming in comodato gratuito per 10 anni all’Azienda Ospedaliera «Papa Giovanni XXIII». Il dipinto, che è stato esposto in un apposito spazio allestito all’interno della struttura ospedaliera, è stato commissionato direttamente dall’Istituto al grande artista contemporaneo, con l’obiettivo di creare un ritratto del «Papa buono» e realizzarne così la celebrazione iconica e al contempo spirituale.

L’opera è stata consegnata nel pomeriggio di mercoledì 25 maggio: nelle stesse ore è stata presentata la nuova chiesa dell’ospedale di Bergamo, dedicata a San Giovanni XXIII, inn un convegno al quale hanno partecipato anche il presidente della Conferenza episcopale italiana, monsignor Angelo Bagnasco, e il vescovo Francesco Beschi.

Yan Pei-Ming, autore laico, è infatti riuscito pienamente a cogliere il senso mistico e al contempo universale dell’immagine del Santo Padre. L’artista è noto per i suoi grandi ritratti quasi monocromi – in nero, grigio e rosso combinati con il bianco – di rappresentanti delle massime tendenze politiche, religiose, del mondo della cultura e dello spettacolo. I suoi dipinti catturano l’immagine in grandi dimensioni di personaggi sia dell’Oriente che dell’Occidente - da Mao Zedong a Monna Lisa, da Obama ai grandi Papi – non per il ruolo che hanno ricoperto, ma per l’essere simboli di un particolare momento storico. Yan Pei-Ming, a proposito dei suoi ritratti ha dichiarato: «L’arte riguarda l’uomo. Parla alla gente. Il ritratto è come uno specchio, riflette ad ognuno di noi chi siamo e cosa siamo. Il mio lavoro si orienta sempre verso l’essere umano, che è il centro, l’elemento fondamentale delle mie opere. Se mi si chiede di creare un dipinto astratto, non posso realizzarlo. Sono interessato agli esseri umani, le persone».

«La collaborazione tra la banca e l’ospedale - dichiara Giorgio Frigeri, presidente di Banca Popolare di Bergamo - risale al 1927, data della posa della prima pietra dell’Ospedale Maggiore, la cui costruzione venne finanziata dalla banca con importi elevatissimi, ed è proseguita ai nostri giorni con il sostegno ai progetti di ricerca finalizzati al progresso scientifico. Il legame con il territorio ancora una volta è testimoniato dal soggetto del quadro e dalla sua collocazione all’interno del nuovo ospedale: spazio che è spesso espressione del lato più doloroso dell’uomo, quello della sofferenza corporale, e che, ci auguriamo, possa essere mitigato dall’immagine altamente spirituale ed evocativa di quell’uomo semplice, ma dalle grandi doti comunicative, che è stato San Giovanni XXIII».

«Banca Popolare di Bergamo è da sempre particolarmente vicina all’ospedale – ha commentato Carlo Nicora, direttore generale dell’ospedale Papa Giovanni XXIII –. Una vicinanza testimoniata negli anni da numerose e consistenti donazioni, messe generosamente a disposizione per la formazione del personale, lo sviluppo di nuove attività di ricerca e l’acquisto di apparecchiature di ultima generazione. Oggi questa vicinanza ha invece il volto amorevole di quel Papa a cui il nostro ospedale è dedicato, con l’augurio che la sua vita straordinaria sia fonte di ispirazione per tutti gli operatori ospedalieri e luce di speranza per i malati e le loro famiglie».

«Sono lieto che il dipinto realizzato dall’artista cinese Yan Pei-Ming – dichiara Osvaldo Ranica, direttore generale di Banca Popolare di Bergamo – sia esposto presso il nuovo ospedale. Questa collaborazione tra la banca e l’ospedale, due realtà di riferimento per il territorio, consentirà a un grande numero di persone di conoscere ed apprezzare da vicino il grande dipinto intitolato al Santo Papa Roncalli, figura particolarmente cara ai bergamaschi, ma amata universalmente. Banca Popolare di Bergamo è sempre sensibile alle istanze della comunità, e contribuisce a mantenerne viva la tradizione artistica e le eccellenze culturali, facendo sì che la divulgazione di arte e cultura diventi elemento di sviluppo del territorio e di coloro che lo abitano».

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