Domenica 26 Gennaio 2014

Intercettazioni e spese record

Sono i bergamaschi i più spiati

Un apparecchio per le intercettazioni

Due milioni e 689 mila euro. È l’importo complessivo liquidato dalla Procura di Bergamo per le operazioni di intercettazione telefonica nel periodo che va dal 1 luglio 2012 al 30giugno 2013. Cifre da capogiro, in aumento anche rispetto al conto precedente: 2.557.905 euro.

E questa volta non c’entra la maxi indagine sulla morte di Yara Gambirasio, che ha comportato uno spiegamento di forze investigative senza precedenti per Bergamo e, di conseguenza, anche una attività intensa di intercettazione telefonica e ambientale. Per molto tempo, nell’inchiesta, sono stati coinvolti oltre ai reparti investigativi territoriali anche gli uomini del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e i militari del Ros dei carabinieri (il reparto operativo speciale), super detective specializzati in indagini dove, per forza di cose, le intercettazioni sono il principale strumento investigativo.

«No - conferma il procuratore capo Francesco Dettori -, in questo dato il caso Yara non c’entra. Perché così tante utenze sotto controllo? Perché lavoriamo molto, le intercettazioni per noi sono uno strumento fondamentale per le indagini: se non le avessimo potute utilizzare non saremmo riusciti a raggiungere molti risultati che invece abbiamo ottenuto».

Il dato sulle intercettazioni colpisce. E non solo per il costo che comportano alle casse della giustizia. Bergamo, infatti, si rivela a sorpresa la Procura che «ascolta» di più, in cima – e di gran lunga – alla classifica delle altre procure del distretto di competenza della Corte d’Appello di Brescia. Ben 1.337 le utenze telefoniche sotto controllo dal 1 luglio 2012 al 30 giugno 2013, contro le «sole» 378 della Procura di Brescia, le 233 di Cremona, le 176 di Mantova e le 23 di Crema.

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