Giovedì 12 Giugno 2014

Moto sui sentieri, ritoccata la legge

Il testo torna in aula in Regione

La maggioranza di centrodestra in Regione riporta in aula il progetto di legge che prevede interventi «correttivi» alle leggi lombarde in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale. Uno dei punti più controversi del provvedimento è quello che prevede la possibilità per i sindaci e le Comunità montane di autorizzare manifestazioni motoristiche sulle strade agro-silvo-pastorali.

Il documento era già stato discusso in Consiglio regionale ad aprile ma, alla fine, la maggioranza aveva deciso di rinviarlo in commissione Agricoltura a causa dei dubbi espressi dal Nuovo centrodestra sulla sua formulazione.

E mercoledì, dopo alcune modifiche apportate al testo, la commissione regionale ha approvato nuovamente il provvedimento, che dovrebbe approdare in Consiglio per il via libera definitivo il prossimo 24 giugno. Nel merito, il progetto di legge assegna a un regolamento regionale la definizione dei criteri e delle procedure con cui i sindaci o le Comunità montane potranno autorizzare il transito temporaneo di mezzi a motore su sentieri di montagna o di bosco, ad esempio per gare o manifestazioni sportive.

Sia il relatore del testo Alessandro Fermi, che il vicecapogruppo di Forza Italia al Pirellone Alessandro Sorte, spiegano che «nella sostanza la parte del provvedimento relativa alla viabilità agro-silvo-pastorale non cambia, semplicemente è stata modificata la formulazione letterale» che non aveva convinto Ncd. In particolare «è stata esclusa l’interpretazione secondo cui con questo provvedimento si sarebbero liberalizzate le moto in montagna», specificando che «si consente solamente a sindaci e alle Comunità montane di autorizzare delle manifestazioni motociclistiche su sentieri e mulattiere».


Il vicecapogruppo FI Sorte, che quando la legge fu rinviata in commissione ad aprile attaccò Ncd accusandolo di barattare «leggi importanti per logiche di partito», ha commentato ironicamente: «Mi fa piacere che Ncd abbia approvato il testo per la seconda volta in commissione, adesso spero che non cambi idea per la seconda volta in aula». Il consigliere Ncd, Carlo Malvezzi, però difende la posizione del suo partito, spiegando che erano necessarie «alcune ridefinizioni» che stabilissero con maggiore precisione «i soggetti che devono rilasciare le autorizzazioni».

Ma se la maggioranza ha votato compatta a favore, le opposizioni sono state molto critiche. Il consigliere del Pd, Marco Carra, ha criticato in particolare le parti della legge che riguardano «l’aumento a 30 anni del periodo entro il quale il bosco può essere tagliato senza necessità di autorizzazione, in caso di recupero agronomico, e il fatto di non considerare bosco i terreni edificabili a destinazione produttiva, colonizzati spontaneamente da specie arboree o arbustive, quando il processo è in atto da meno di 15 anni». Un principio che «si estende alle aree boscate di pianura».

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