Parking ospedale, c’è uno spiraglio
Meno costose le frazioni di ora?

Si apre uno spiraglio in tema di costi del parcheggio del nuovo ospedale. Il gestore potrebbe rivedere le tariffe per le frazioni di ora. È quanto emerso dall’incontro in Provincia con le associazioni dei consumatori. L’AO ha promesso più attenzione verso l’accesso di disabili, ciclisti e motociclisti.

Si apre uno spiraglio in tema di costi del parcheggio del nuovo ospedale. Il gestore potrebbe rivedere le tariffe per le frazioni di ora. È quanto emerso dall’incontro in Provincia con le associazioni dei consumatori, che nelle scorse settimane avevano raccolto 7.500 firme degli utenti.

L’Azienda ospedaliera ha promesso più attenzione verso l’accesso dei disabili, dei ciclisti e dei motociclisti. Intanto è stato appurato che la ormai famosa convenzione (allegato M) non è mai stata stipulata.

Il comunicato delle associazioni consumatori

Lunedì 23 dicembre, grazie al sostegno delle oltre 7.500 firme di cittadini che chiedono la riduzione del costo e un migliore servizio di trasporto pubblico all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, presso la sede della Provincia di Bergamo si è svolto l’atteso incontro tra rappresentanti di Federconsumatori, Adiconsum e Adoc e i rappresentanti di Provincia, Azienda Ospedaliera, Comune di Bergamo e gestore del parcheggio.

L’apertura del confronto è stata preceduta dal saluto del presidente della Provincia il quale ha detto che quello in discussione non è un problema politico.

L’approfondito dibattito ha portato al chiarimento su alcuni punti essenziali ed ha prodotto delle timide aperture per cercare una soluzione ai problemi posti.

Si è appurato che l’ormai famosa convenzione “allegato M”, prevista dal disciplinare di attuazione della convenzione sottoscritta in data 7.4.2000 (disciplinare firmato il 9 agosto 2006) non è mai stata stipulata.

L’impegno di Provincia, Comune ed Azienda ospedaliera è di provvedere a colmare la lacuna nei tempi brevi e di fare tesoro delle osservazioni che le associazioni di tutela dei consumatori hanno sin qui evidenziato.

La Provincia sostiene che il contratto firmato la obbliga a garantire la redditività dell’operazione al gestore e, pertanto, non può intervenire sulle tariffe se non ripianando i mancati guadagni che ne derivassero. Il problema della carenza di mezzi di trasporto pubblici, che servano efficacemente la struttura ospedaliera, potrà essere risolto nei prossimi mesi: in quanto entrerà in funzione l’Agenzia del trasporto pubblico, che si occuperà anche di questo.

Il rappresentante dell’azienda che ha in gestione il parcheggio si è detto disponibile a verificare le possibilità di migliorare il servizio e affrontare la questione del costo orario applicato per frazione d’ora. Il Comune di Bergamo sta studiando la possibilità di creare parcheggi periferici gratuiti con servizio di navetta, anche se è stato precisato che l’idea parte da accordi sindacali e dovrebbe servire soprattutto ad abbattere i costi oggi addossati ai lavoratori che operano in ospedale senza essere dipendenti dell’ospedale medesimo.

Dall’Azienda ospedaliera è stata promessa l’installazione di parcheggi per biciclette e motocicli. E’ stata garantita maggiore attenzione a facilitare l’accesso al parcheggio e all’ospedale per i disabili e, infine, è stata avanzata l’ipotesi che, avendo in corso un contenzioso con l’impresa costruttrice per ottenere risarcimento danni dalla ritardata apertura del nosocomio, si potrebbero utilizzare i soldi che dovessero esserle riconosciuti per calmierare i costi del parcheggio.

Le associazioni dei consumatori ritengono positivo l’avere avuto conferma di quanto da tempo denunciano: l’operazione parcheggio è nata male e continua ad essere un punto di criticità a carico dei cittadini che hanno bisogno di fruire dei servizi ospedalieri.

Contrariamente a quanto dichiarato dal presidente della Provincia, noi riteniamo che il problema sia interamente politico: così come la soluzione.

Non è più accettabile che per farsi curare oltre ai ticket per il servizio sanitario si debbano pagare balzelli spropositati ancor prima di accede ai reparti di cura e di analisi. Non è possibile continuare a dovere calibrare il tempo dedicato alla visita agli ammalati con le proprie disponibilità economiche.

A dire questo non sono soltanto Adiconsum, Federconsumatori ed Adoc: sono le migliaia di persone che quotidianamente si recano all’Ospedale Papa Giovanni XXIII.

Federconsumatori, Adiconsum ed Adoc chiedono che a risolvere i problemi dati dall’accordo capestro siano gli stessi che l’hanno creato. Allo stesso tempo si auspica che l’amministrazione comunale, in mancanza di garanzie per l’utenza, si faccia carico di creare alternative al parcheggio unico vicino all’ospedale. Vicino… non alla Croce Rossa o al cwntro Zebra, e trovi le risorse necessarie per potenziare il trasporto pubblico.

Adiconsum - Federconsumatori - Adoc

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