Martedì 01 Luglio 2014

«Pos, misura che colpisce solo i negozi»

Confesercenti: intervento squilibrato

Giorgio Ambrosioni, presidente Confesercenti

«L’obbligo di accettazione di pagamenti via bancomat e carte di credito, è un intervento “pesante”, che si trasformerà in un costo aggiuntivo di circa 5 miliardi l’anno per le imprese». Lo spiega Confesercenti, in una nota del presidente provinciale Giorgio Ambrosioni.

La decisione «rischia di essere per giunta poco utile, visto che la grande maggioranza degli italiani (il 69%) non ha intenzione di cambiare le proprie abitudini di pagamento a seguito dell’entrata in vigore dell’obbligo». Le commissioni sulle transazioni rischiano di annullare i margini di tabaccai, giornalai e gestori carburanti, dunque è necessario un intervento di correzione. «Bisogna prevedere sgravi a imprese e consumatori per aumentare l’uso delle transazioni elettroniche».

Gli imprenditori si troveranno a sostenere aggravi di circa 1.700 euro l’anno ciascuno, secondo le stime dell’ufficio economico Confesercenti, che ha calcolato canoni, commissioni, costi di installazione e di utilizzo di una nuova postazione Pos per una PMI «media» che realizzi 50.000 euro di transazioni elettroniche ogni l’anno. Per Confesercenti, complessivamente, il «conto» pagato dal totale delle imprese italiane per sostenere l’operazione ammonterà a 5 miliardi di euro l’anno. Una «tassa» superiore per esborso al gettito dell’addizionale comunale dell’Irpef, e che rischia di mettere in difficoltà le imprese proprio nel momento in cui si vedono i primi barlumi di ripresa.

«Così com’è configurato, l’intervento per favorire la moneta elettronica è squilibrato, poiché sposta l’intero onere dell’operazione sugli esercenti, mentre banche, poste e uffici della pubblica amministrazione continuano ad essere restii ad accettare le transazioni elettroniche – fa notare Ambrosioni –. Soprattutto se si considera che i costi di utilizzo e installazione dei Pos hanno un’incidenza ancora maggiore per gli esercizi caratterizzati da pagamenti di piccola entità e da piccoli margini, che vedranno il proprio utile dimezzarsi o azzerarsi, andando addirittura in rosso».

Confesercenti ha già proposto la Governo di alzare la soglia a 50 euro e di rinviare l’applicazione di un anno ai soggetti il cui fatturato sia inferiore ai 250 mila euro. «Ma è necessario escludere dal provvedimento i settori a bassa soglia di redditività – conclude Ambrosioni –. Occorre infine abbattere i costi di gestione attraverso accordi tra banche, ministeri e associazioni di categoria».

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