Lunedì 30 Giugno 2014

Rinnovo vertici di Uniacque

rinvio all’unanimità: 29 luglio

Acqua, un bene fondamentale

Come era prevedibile, l’Assemblea di Uniacque - che si è svolta lunedì 30 giugno e aveva in calendario il rinnovo dei vertici del colosso dell’acqua - ha partorito un rinvio. Ci si rivedrà il 29 luglio.

Presenti 123 soci su 174. L’idea del rinvio, che circolava già alla vigilia, è stata appoggiata dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori , così come da Gabriele Riva, sindaco di Arzago e segretario provinciale del Pd, e ha avuto l’unanimità dei consensi. La motivazione principale: diamo tempo ai nuovi amministratori di capire meglio una realtà complessa e delicata che negli ultimi tempi è stata fonte di grandi polemiche.

Del resto, già le segreterie di partito avevano dato indicazione agli amministratori (molti freschi freschi di elezione) di rimandare il tutto alla fine di luglio. Tre essenzialmente i motivi del rinvio: la nuova norma della pubblica amministrazione che rivede le composizioni dei Cda delle società pubbliche; l’«inesperienza» dei sindaci neoeletti che devono mettere la testa su una materia così complessa e, ultima ma non ultima, la ridefinizione dell’assetto della Provincia, di cui Uniacque è il primo tassello. Così Pd, Lega e Forza Italia hanno deciso di prendersi ancora qualche settimana per chiudere il cerchio, invitando al tavolo delle trattative anche il Nuovo centrodestra.

Alla vigilia della riunione a farsi vivo è stato il comitato «Acqua Bene Comune», la voce più critica (e trasversale) rispetto alla gestione attuale della società. Il Comitato - che aveva sposato la linea del rinvio, motivandolo con la necessità di avere più tempo per approfondire le nuove norme - ha posto però le sue condizioni. Ai tre partiti che hanno annunciato di volersi incontrare settimanalmente per occuparsi della questione, chiede «di allargare l’invito a partecipare ai lavori a tutti i partiti che vogliono dare il loro positivo contributo (vengono citati 5 Stelle, Sel, Fratelli d’Italia e Udc, ndr)» e «di allargare la partecipazione ai lavori a tutti i sindaci, trasmettendoli sul web.

«Del resto - ha scritto il comitato - se il premier Matteo Renzi discute di legge elettorale e di riforme pubblicamente in streaming, i segretari provinciali dei partiti potranno ben discutere di Uniacque, una società pubblica che porta nelle case di 830 mila cittadini e in migliaia di imprese un servizio essenziale come quello dell’acqua». Una provocazione contro le logiche da «manuale Cencelli».

I partiti, infatti, sono alla conta per vedere quanti Comuni (e soprattutto relative quote in Uniacque) fanno riferimento a un colore politico piuttosto che a un altro. Tra le forze che puntano al rinnovamento totale del Cda uscente (il Pd) e quelle (la Lega) che vorrebbero almeno vedere confermato l’amministratore delegato, Antonio Pezzotta.

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