Domenica 22 Dicembre 2013

Riuniti, siamo a una svolta

«Dobbiamo pensare alle persone»

Franco Tentorio

L’operazione Riuniti chiusa e messa sotto l’albero di Natale della città era il regalo più atteso dalle parti di Palazzo Frizzoni. «Siamo molto soddisfatti» rileva il sindaco Franco Tentorio che non è solito farsi prendere da facili entusiasmi.

Venerdì il via libera della Giunta regionale alla vendita dell’immobile di Largo Barozzi alla Cassa depositi e prestiti (di proprietà per l’80% del ministero delle Finanze) per 55 milioni. Cifra che ha fatto storcere il naso a qualcuno che ha già gridato alla svendita. Il sindaco non presta il fianco a eventuali polemiche. «Oggi il mercato immobiliare è debolissimo». Come a dire che si è fatto il massimo. «Ma francamente si tratta di una vendita da un ente pubblico a un altro, di soldi pubblici che passano da una parte all’altra. Quello che deve interessare a noi è il futuro del vecchio ospedale».

Futuro che dovrebbe vedere la presenza dell’Accademia della Guardia di Finanza. Il prossimo passo certo è il passaggio del complesso al Fondo Fiv plus – che si occupa della valorizzazione degli immobili pubblici – che verrà formalizzato la prossima settimana a Roma con la firma dell’atto di vendita. «Per Bergamo l’acquisto da parte della Cassa depositi è una buona soluzione – aggiunge il primo cittadino –, ora quello che conta per la città sono le destinazioni d’uso dell’area. Ben venga l’Accademia della Guardia di Finanza, ma devono restare tutti i servizi per l’Università e per il quartiere previsti in origine».

L’Accordo di programma, siglato a suo tempo, prevedeva su un’area di oltre 142 mila metri quadrati, 62.500 di residenziale, 20.400 di terziario-commerciale-sanitaria, 7.000 di ricettivo, 10.000 di housing sociale e 15.000 di servizi universitari (una palestra e alloggi per gli studenti e docenti fuori sede) e per il quartiere. «Il nostro obbligo – ribadisce Tentorio – è di rispettare l’Accordo. Ma se si dovrà modificarlo è indispensabile la nostra assoluta condivisione. Deve essere chiaro che l’urbanistica la fa il Comune». Un punto sul quale il sindaco insiste parecchio. «Le modifiche urbanistiche devono passare al vaglio del Consiglio comunale. Con un punto fermo: la necessità di tutelare le opere che andranno a servizio del quartiere».

I Riuniti sono una partita importante, pesante anche in termini di ritorno economico per il Comune. Sono previste opere pubbliche quantificabili in 15 milioni che andranno a servizio del quartiere di Santa Lucia e della città come ludoteca, centro anziani, asilo nido e centro di aggregazione giovanile. Ci sarà anche un impianto sportivo di 5 mila metri quadrati destinato all’Università (ma aperto anche a cittadini e associazioni), oltre agli alloggi.

«La Cassa depositi ha previsto una terza asta per vedere la congruità del prezzo pattuito con la Regione. Se anche questa andrà deserta come le due precedenti, il complesso resterà di proprietà del Fondo di valorizzazione della Cdp. Il punto clou resta l’utilizzo da parte della Guardia di Finanza, che dovrebbe occupare più della metà della superficie complessiva». Con ogni probabilità l’Accademia andrà a occupare i 62 mila metri quadri di residenza libera e anche qualche cosa di più. «E se non ci saranno più le case, a quel punto dovremo modificare l’Accordo di programma per sostituire la parte residenziale con quella destinata alla Guardia di Finanza».

Destinazione gradita a Palafrizzoni. «Grazie all’impegno trasversale di tutti i nostri parlamentari non solo non perderemo i tre anni di corso attualmente in via Statuto, ma con molta probabilità arriveranno qui a Bergamo anche i due di specializzazione che sono a Castelporziano, a Roma».

I vertici della Finanza, dopo il sopralluogo di fine ottobre ai Riuniti, hanno dato l’assenso a portare tutti i cinque anni a Bergamo. La soluzione Largo Barozzi è stata ritenuta fattibile. «Il merito lo ripeto va ai nostri parlamentari. Sono stati tutti bravi e disponibili e questo ha convinto il ministero. È quello che a Brescia hanno sempre fatto e che ora ha prodotto un risultato anche da noi. Una modalità di lavoro che funziona e che deve servire anche per il futuro».

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