Martedì 03 Giugno 2014

Serracchiani: Gori il nostro sindaco

Tentorio in tv: «Ma lui non è Renzi»

Debora Serracchiani e Giorgio Gori lunedì sera a Bergamo in via XX Settembre
(Foto by Beppe Bedolis)

«Giorgio Gori è il nostro sindaco». Lo dice a gran voce Debora Serracchiani agli elettori bergamaschi riuniti lunedì sera 2 giugno al quartier generale del candidato sindaco del centrosinistra.

La vicesegretaria del Pd e presidente della Regione del Friuli Venezia Giulia era a Bergamo a sostenere la candidatura di Gori a sindaco in vista del ballottaggio. E proprio rispetto a domenica Debora Serracchiani ricorda agli elettori quanto sia importante il voto «per riscrivere la storia di Bergamo che si merita un cambiamento», dice dal piccolo palco allestito in via XX Settembre, dopo il caloroso benvenuto del pubblico e dello stesso Giorgio Gori che ringraziandola per l’intervento in suo sostegno sottolinea come «Debora sia tra quelle figure capace di crearsi un seguito personale» e come, «pur avendo ruoli importanti, la sua attenzione non si sia distolta dall’essere vicina a partite del territorio come questa».

L’ospite d’eccezione (la prima di una lunga lista in visita a Bergamo prima del ballottaggio) invita i bergamaschi ad intraprendere una nuova campagna elettorale, per i prossimi cinque giorni: «Il ballottaggio è come partire da zero, bisogna riconquistare il voto uno ad uno - sottolinea Serracchiani -. Gli italiani ci hanno ascoltato alle europee, bisogna che si faccia la stessa cosa qui».

«Gori? Non è Renzi». Un’ovvietà. Ma pronunciata da Franco Tentorio nell’intervista di ieri sera che gli ha dedicato in prima serata Tgcom24 ha tutto un altro sapore. Il candidato sindaco del centrodestra, nei 20 minuti di domande e risposta sulla rete di informazione Mediaset, ha illustrato con brillantezza il suo programma e ha messo qualche puntino sulle i ad alcune polemiche sorte in campagna elettorale. Con una padronanza del mezzo televisivo da politico consumato, Tentorio ha risposto a ogni domanda lanciando anche qualche frecciata all’avversario, sempre saldamente nei binari del rispetto reciproco, come di consueto. E appunto ricordando l’«effetto Renzi» di una settimana fa, quando il centrosinistra in città ha raggiunto percentuali bulgare (43%), ha tenuto a precisare che «Gori non è Renzi. Per fortuna», per poi chiosare, scherzando, «ho baciato più donne io».

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