Stezzano, interrogatorio in carcere
La ragioniera attacca il sindaco

Ha scelto la strategia dell’attacco Loredana Zenca, la ragioniera del Comune di Stezzano in carcere dal 2 novembre con l’accusa di aver sottratto soldi dalle casse comunali con una serie di bonifici dal conto corrente dell’ente.

Ha scelto la strategia dell’attacco Loredana Zenca, la ragioniera del Comune di Stezzano in carcere dal 2 novembre con l’accusa di aver sottratto soldi dalle casse comunali con una serie di bonifici dal conto corrente dell’ente. Al pm Giancarlo Mancusi, che ieri l’ha interrogata, non avrebbe fornito spiegazioni su dove siano finiti esattamente i soldi spariti.

Ma avrebbe chiamato in causa il sindaco Elena Poma e il suo vice Ezio Riva sostenendo di aver ricevuto pressioni da parte loro perchè aggiustasse il bilancio al fine di rispettare il patto di stabilità.

Accuse anche nei confronti di Beatrice Mascheretti,il revisore dei conti, che a suo dire non avrebbe controllato affatto.

Nel faccia a faccia con il pm, assistita dall’avvocato difensore Enrico Pelillo, Loredana Zenca secondo indiscrezioni avrebbe accusato i vertici politici dell’amministrazione stezzanese di aver esercitato pressioni per indurla a spostare alcune somme di spesa da determinate voci di bilancio ad altre, per evitare sforamenti che avrebbero comportato sanzioni e potenziali critiche dall’opposizione. Tant’è che – ha sostenuto – Zenca più volte avrebbe dovuto dar ordine alla banca di revocare alcune disposizioni di pagamento, sostituendo i mandati con altri, con giustificativi diversi.

Ieri non è stato possibile mettersi in contatto con il sindaco (che si trovava a Bruxelles) e con il revisore dei conti, per una replica.

Quanto alla presunta complicità con il comandante della polizia locale Kenrick Kavanagh, Zenca avrebbe negato di aver ricevuto dal comandante la metà degli importi che sarebbero finiti nelle sue tasche, ammettendo soltanto un prestito da parte sua di 20 o 30 mila euro, con la promessa di restituzione. La ragioniera avrebbe sostenuto di essersi accorta dei bonifici a favore dei parenti di Kavanagh e di averne chiesto conto all’interessato. Lui le avrebbe risposto di essere in un momento di bisogno economico.

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