Tensione su negoziati, Zelensky: «accordo lontano». Bombardato un teatro rifugio di civili

La guerra «I negoziati tra l’Ucraina e la Russia sono abbastanza difficili». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista con il canale televisivo americano Nbc. «I negoziati sono ancora in corso - e ha aggiunto - qualsiasi guerra potrebbe essere finita al tavolo dei negoziati». Allo stesso tempo, non ha commentato le informazioni apparse in precedenza nei media sulle presunte condizioni di un possibile accordo tra le parti.

Intanto la Russia ha attaccato nella notte la città di Merefa nell’Oblast’ di Kharkiv, nella parte orientale dell’Ucraina. Gli amministratori locali hanno riferito che ci sono vittime tra i militari ucraini. Lo riporta The Kyiv Independent. Merefa, che ha 21.500 residenti, è stata colpita da un attacco aereo, una scuola locale è stata danneggiata e il centro comunitario locale distrutto.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video messaggio delle prime ore di oggi, citato da Interfax, ha detto di aver «parlato con gli amici dell’Ucraina: il presidente della Turchia Erdogan e il primo ministro del Canada Justin Trudeau». «Li ho ringraziati per il sostegno. Oggi mi rivolgerò al parlamento tedesco. Continuerò a spingere per un sostegno ancora maggiore all’Ucraina», ha aggiunto Zelensky.

Quello che è chiaro è che c’è ancora molto lavoro da fare, dettagli da limare e compromessi da accettare per arrivare ad un accordo di pace tra Ucraina e Russia. A frenare gli entusiasmi - accesi dopo la notizia di un piano in 15 punti - è stato il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba: «Devo essere chiaro, entrambe le delegazioni, quella russa e quella ucraina, sono lontane dal raggiungere un accordo sulla situazione attuale». Poi ha spiegato: «Ci sono una serie di fattori che fanno la differenza nella posizione russa nei colloqui. Il primo è la feroce resistenza dell’esercito e del popolo ucraini sul campo, il secondo sono le sanzioni imposte alla Russia, che fanno crollare e soffrire l’economia russa».

Volodymyr Zelensky: «Le mie priorità nei negoziati sono assolutamente chiare: fine della guerra, garanzie di sicurezza, sovranità, ripristino dell’integrità territoriale, garanzie reali per il nostro Paese, protezione reale per il nostro Paese»

Fattori che hanno costretto la Russia a cambiare leggermente posizione. «Non posso definirlo un cambiamento drammatico o serio ma, date le circostanze, ogni mutamento nella posizione russa è costruttivo. Perché loro iniziano con degli ultimatum che, se messi insieme, costituiscono una resa unilaterale dell’Ucraina e questo non è accettabile».

La necessità di arrivare ad una soluzione dei negoziati è stata ribadita anche del presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky: «Le mie priorità nei negoziati sono assolutamente chiare: fine della guerra, garanzie di sicurezza, sovranità, ripristino dell’integrità territoriale, garanzie reali per il nostro Paese, protezione reale per il nostro Paese». «Se la guerra contro il popolo ucraino continua - ha aggiunto - le madri russe perderanno più figli che nelle guerre afgana e cecena messe insieme». Secondo una stima Usa finora sono almeno 7.000 i soldati russi morti durante i combattimenti in Ucraina, mentre i feriti sono oltre 14.000.

La situazione di Mariupol

La situazione più complessa resta quella di Mariupol, sotto assedio da diversi giorni. All’interno del teatro bombardato e distrutto c’erano almeno 500 civili, come riportato da Human rights watch . Le operazioni di soccorso sono rese difficili dai combattimenti in corso in quella zona. «Questa è una terribile tragedia, non lo perdoneremo mai. Ma non ci arrenderemo» ha detto il sindaco di Mariupol, Vadym Boychenko. Rivolgendosi ai cittadini russi, il presidente Zelensky ha paragonato l’assedio di Mariupol a quello di Leningrado durante la seconda guerra mondiale. A Kherson l’esercito di Mosca ha costituito un “Comitato di salvezza per la pace e l’ordine» per governare la città in questa fase di guerra; ne fanno parte politici e personaggi locali filo-russi.

Nella notte, infine, le sirene anti aeree sono tornate a suonare in numerose città, da Kiev a Rivne, da Leopoli a Ivano-Frankivsk. Nella capitale un missile è stato abbattuto dalla contraerea ma i resti sono finiti su un grattacielo, provocando un morto e tre feriti.

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