Mercoledì 11 Giugno 2014

Treviolo, le analisi al polo scolastico

«Rifiuti nella metà dei campioni»

Il cantiere del polo scolastico di Treviolo

«Il 50 per cento dei 10 campioni analizzati non risponde ai requisiti previsti dai test di cessione, perciò è da considerarsi rifiuto e, come tale, da gestire secondo la normativa vigente in materia». Questa, in sostanza, la conclusione a cui sono giunti i periti incaricati di analizzare il materiale utilizzato dall’impresa Locatelli di Grumello del Monte per il riempimento dello scavo al cantiere del nuovo polo scolastico di Treviolo. Il geologo Giampaolo Sommaruga di Varese e l’ingegner Paolo Rabitti di Mantova hanno dunque concluso che in effetti c’è del materiale proibito, sotto quella che dovrebbe diventare l’area delle nuove scuole di Treviolo.

Semplificando molto, sono di due tipi le analisi effettuate dagli esperti incaricati dal gip di Brescia, con la formula dell’incidente probatorio: un’analisi di tipo qualitativo, sulle caratteristiche chimiche dei materiali utilizzati, l’altra sulla loro dimensione e, quindi, sulla corrispondenza o discrepanza fra il materiale portato in cantiere e quello vi sarebbe dovuto finire, stando al contratto stipulato fra la committente (la Ced dell’imprenditore Francesco Fiorini) e la Locatelli Geometra Gabriele Spa.

Dal punto di vista qualitativo, su 10 campioni di materiale prelevati, 5 (dunque la metà) sono risultati fuori norma al test di cessione (una prova simulata di rilascio di contaminanti effettuata ponendo in contatto per un tempo definito il materiale campionato con una soluzione acquosa). In particolare, in due casi si è registrato un superamento dei limiti per l’eluato di cromo, in altrettanti per l’eluato di bario, e in un caso per l’eluato di vanadio.

La vicenda comincia nell’ormai lontano 2011. In Comune a Treviolo, in precedenza, erano sempre giunti dati confortanti sul rispetto del regole in cantiere. Test commissionati dall'Amministrazione nell’estate di quell’anno davano valori del cromo ben al disotto della soglia di allarme. Ma alla fine di novembre del 2011, dopo lo scoppio della bufera Locatelli per il presunto traffico di rifiuti sotto la Brebemi, le verifiche vennero estese ad altri cantieri dell’impresa di Grumello, compreso quello di Treviolo. I tecnici dell’Arpa nel gennaio 2012 prelevarono materiale di riempimento dal marciapiede sud del polo scolastico, quello riempito per ultimo (dopo i test del Comune) e trovarono valori allarmanti del cromo. Così in primavera scattò il sequestro dell’area e partirono gli avvisi di garanzia per Andrea Fusco, ex legale rappresentante della Locatelli Geometra Gabriele Spa, l’imprenditore Francesco Fiorini della Ced (in qualità di rappresentante della società committente) e il direttore dei lavori Flavio Todeschini.

Ora, il cantiere del polo scolastico è ancora sotto sequestro, in attesa che la vicenda giudiziaria arrivi a un dunque.

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