Sabato 15 Marzo 2014

Un nuovo terremoto in edilizia

Altri 1.000 posti persi in 4 mesi

Un cantiere edile

Altri mille posti di lavoro in meno. È questo il dato assolutamente allarmante che emerge dall’analisi dei numeri di Cassa Edile e Edilcassa che la Filca Cisl di Bergamo ha presentato venerdì, in occasione della riunione del Presidium (una sorta di segreteria) della Efbww (European Federation of Building and Wood Workers), in pratica il sindacato edile europeo, il cui presidente è Domenico Pesenti, bergamasco e attuale segretario generale della Filca Cisl, che si è riunito a Bergamo questa mattina per analizzare il bilancio del 2013 e fare una panoramica sui risultati dei progetti UE.

Con lui c’erano i due vice presidenti, il belga Alain Clauwaert e il polacco Zbigniew Janowski, e il Segretario Generale, lo svedese Sam Hägglund.

La federazione Europea raccoglie 75 sindacati affiliati in 31 Paesi, garantendo la rappresenta di 2.350.000 lavoratori.

«L’area di azione della Efbww – ci dice Pesenti – comprende iniziative di lobbying verso le Istituzioni Europee, fatte con l’intento di influenzare l’UE per rafforzare la parte sociale del mercato interno; la realizzazione di campagne come la lotta al dumping sociale, quella per i lavoratori migranti e per “Europa senza amianto” nel 2033. Abbiamo prodotto proposte concrete in materia di registrazione, per migliori condizioni di lavoro, per la formazione dei lavoratori, il riconoscimento delle malattie correlate all’amianto e relativo indennizzo».

Per tornare in Italia, Domenico Pesenti ha ricordato come i dati relativi alla produzione nelle costruzioni «raccontano di una serie negativa davvero impressionante. Se non si interviene rapidamente si aggraverà l’ecatombe economica e sociale in corso da anni, che sta avendo effetti drammatici».

Fanno ben sperare, a tal proposito, gli annunci del governo di mettere mano alla ristrutturazione delle scuole. «I lavori previsti – ha detto il segretario nazionale della FILCA - metterebbero in moto il comparto delle costruzioni, che dal 2008 ad oggi ha perso circa 750mila addetti. Positivo, inoltre, che il ministro abbia indicato sia la tempistica che la cifra a disposizione. Dal momento che parte delle risorse arriverà dall’allentamento del Patto di stabilità per Comuni ed enti locali, può essere un incentivo per questi ultimi ad essere più attenti e virtuosi».

Passando a Bergamo, Gabriele Mazzoleni, segretario generale provinciale, ha segnalato che l’analisi degli ultimi quattro mesi (da ottobre a gennaio) delle casse edili segnalano una perdita di 1008 addetti (302 tra gli artigiani e 706 nell’industria) e la chiusura di 182 imprese (86 tra le iscritte a Edilcassa, 96 tra le aderenti a Cassa Edile), mentre nello steso periodo la massa salari ha avuto una contrazione del 10% tra gli artigiani e del 19% nelle grandi imprese edili.

«L’edilizia – ha detto Mazzoleni - sta vivendo un periodo di crisi senza precedenti: negli ultimi 6 anni ha perso il 50% dei lavoratori dipendenti. La crisi sta colpendo soprattutto le imprese già strutturate , e questo è motivo di grande preoccupazione perché il settore è già fortemente frammentato. In questi anni, più volte abbiamo chiesto che l’edilizia diventi il volano della ripresa e dello sviluppo del Paese, ma soprattutto chiediamo una edilizia di qualità che miri a ristrutturare il già costruito, senza costruire nuove case o sfruttare altro terreno. Nel 2009 abbiamo avviato un percorso comune sull’edilizia del futuro attraverso gli Stati generali delle costruzioni. Ci siamo spesi tutti insieme, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, per chiedere ai governi che si sono succeduti di intervenire in edilizia di qualità, nelle infrastrutture indispensabili alla crescita del Paese».

Mazzoleni ha anche ricordato la grande opportunità che l’arrivo della Guardia di Finanza nei vecchi Riuniti potrebbe dare all’asfittica economia edilizia locale e la “provocazione” della FILCA di dare vita a una cordata locale per cercare di ripartire. «Ma innanzitutto – conclude -, serve lo sblocco immediato dei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, e un più facile accesso al credito delle banche. Se questo non avviene le imprese e i lavoratori soffocheranno».

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