Martedì 15 Luglio 2014

Legge Fornero, abrogare l’articolo 24

Approvata la proposta di referendum

Elsa Fornero ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il consiglio regionale ha dato il via libera alla proposta di referendum per l’abrogazione dell’articolo 24 della legge Fornero sulle pensioni che prevede l’innalzamento dell’età pensionabile e il blocco della rivalutazione automatica per i trattamenti di importo complessivo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps.

L’aula ha approvato la proposta con 50 voti favorevoli (maggioranza di centro-destra e Movimento 5 Stelle) e 17 contrari (Pd e Patto Civico ).

La relatrice, e prima firmataria del provvedimento Elisabetta Fatuzzo dei Pensionati, ha definito la Legge Fornero in campo previdenziale “tra le più dure d’Europa”, “imposta al parlamento e al Paese senza neanche un minimo di confronto con lavoratori e parti sociali”.

“Si è pensato – ha detto Fatuzzo - solo ai conti e il risultato è stato un dramma sociale: pensioni tagliate, allungamento dei tempi, giovani che fanno fatica a trovare un lavoro, mancata rivalutazione delle pensioni minime, esodati. In pratica più danni che benefici, ecco perché è urgente cancellarla e tornare alle vecchie regole”.

La maggioranza di centrodestra e il Movimento 5 Stelle si sono schierati compatti a favore della proposta. Negli interventi in aula,Antonio Saggese della Lista Maroni Presidente, Pietro Foroni della Lega Nord, Carlo Malvezzi del Ncd, Riccardo De Corato dei Fratelli d’Italia e Dario Violi del Movimento 5 Stelle, hanno sostenuto l’urgenza di intervenire per “riparare i danni prodotti”, di “mandare un segnale forte al Governo” per una legge “ingiusta ed iniqua che ha colpito lavoratori e fasce deboli della popolazione”.

Per Enrico Brambilla capogruppo del Partito Democratico e Roberto Bruni del Patto Civico, la proposta di referendum “rappresenta solo una mossa propagandistica con limiti tra l’altro anche dal punto di vista costituzionale e giuridico“. “Il tema di riformare la legge Fornero – ha detto Brambilla –è condiviso, noi stessi ne abbiamo evidenziati alcuni limiti. Ci sono però due modi per affrontare il problema: con il riformismo o con il populismo. Noi preferiamo il primo”.

La proposta di referendum votata dalla Lombardia, come previsto dalla Costituzione, per andare al vaglio dell’Alta Corte per l’ammissibilità dovrà essere approvata da altri quattro Consigli regionali.

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