Giovedì 29 Maggio 2014

Stato di agitazione in Abf
Si teme il taglio di posti di lavoro

Il centro di formazione personale
(Foto by Zanchi)

C’è agitazione all’Azienda Bergamasca Formazione, società interamente controllata dalla Provincia di Bergamo: qui , secondo i sindacati, stentano ad arrivare risposte certe sul rischio di una riduzione di personale e sul destino della stabilizzazione di alcuni dipendenti, peraltro già prevista da un accordo del 2011, eppure mai realizzata: così i lavoratori, riuniti in assemblea, hanno deciso l’avvio di uno stato di agitazione e, per venerdì 30 maggio, in occasione della visita del Presidente Ettore Pirovano al Centro di Formazione di Bergamo in via Gleno (alle ore 13.30), un’iniziativa per presentare le loro rivendicazioni.

«Durante un incontro il 9 maggio scorso siamo venuti a conoscenza dei nuovi criteri per la predisposizione dell’organico dei corsi di formazione per l’anno 2014/15» hanno riferito Dino Pusceddu della Fp-Cgil e Angelo Murabito di Cisl-Fp, Paolo Boffelli di Usb Pi e Marco Nembrini delle Rsu. «I nuovi criteri comporterebbero una perdita di posti di lavoro quantificabili in un minimo di 3 unità per i tutor e di 5 unità per i docenti, a causa della diminuzione delle ore di tutoraggio per classe e per la modifica delle ore di insegnamento di alcune discipline. Inoltre, è presumibile che si verifichino trasferimenti obbligati per alcuni docenti/tutor in sedi diverse da quelle di provenienza. Questo piano comporta, inoltre, la possibilità per i direttori di centro di proporre un orario di 21 ore di docenza, in palese violazione del Regolamento Interno oltre che di precedenti accordi sindacali siglati a livello regionale. Per questo motivo abbiamo diffidato la Direzione Generale dall’applicare a qualsivoglia docente, volontario o no, un orario maggiore alle 20 ore, come da Regolamento. Una tale modifica può avvenire, infatti, solo attraverso la formalizzazione di un accordo sindacale» concludono i sindacalisti».

A questa situazione si aggiunge, poi, la riduzione delle risorse che la Provincia ogni anno destina all’azienda: saranno ridotte di 430.000 euro rispetto allo scorso anno, mettendo a rischio la stessa sopravvivenza di Abf. «Queste risorse non possono essere tolte dal bilancio in quanto sono destinate dalla Regione all’azienda tramite la Provincia e sono finalizzate specificatamente al personale di Abf. Il rischio è che, con questi tagli, l’azienda non riesca a far quadrare il bilancio e chiuda» dicono i sindacalisti.

Sempre in occasione dell’ultimo incontro con la controparte, nonostante le reiterate richieste, non è stato presentato alcun piano relativo alle stabilizzazioni e alle relative tempistiche in esecuzione dell’accordo del 2011. «Nella sostanza - continuano i sindacalisti - la direzione non ha mai formalizzato una proposta per il passaggio dei colleghi a tempo indeterminato da part time verticale a full time e degli altri colleghi a tempo determinato in contratti stabili».

Per tutti questi motivi le organizzazioni sindacali chiedono ad Abf «di smentire una riduzione a qualsiasi titolo del personale; di predisporre un piano dettagliato relativo alle trasformazioni dei contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato con indicazione dei colleghi coinvolti e definendone anche i tempi; di formulare una proposta scritta, quantificata nelle cifre e nelle modalità, per la trasformazione a tempo pieno degli attuali contratti part time verticali. Il punto è che il nuovo piano, insieme alla paventata riduzione delle risorse trasferite dalla Provincia di Bergamo all’Azienda, rischia di diminuire la qualità dell’offerta formativa agli studenti».

Per chi non sapesse di cosa si occupa la Abf, si tratta di una realtà che collabora con soggetti ed enti accreditati in provincia di Bergamo per realizzare progetti a sostegno dell’occupazione e della formazione professionale; promuove progetti innovativi e sperimentali per favorire l’occupazione e per realizzare utili ed efficaci servizi al lavoro; eroga quei servizi che rispondono ad istanze urgenti che non abbiano trovato adeguate risposte da parte di enti e soggetti che operano nell’ambito dei servizi di formazione e promozione dell’occupazione; diffonde e realizza attività di formazione lungo tutto l’arco della vita del lavoratore; risponde alle richieste specifiche di aziende, enti e privati nell’ambito della formazione, dell’orientamento, dell’accompagnamento e del sostegno al lavoro.

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