Martedì 28 Gennaio 2014

Trussardi spinge sul cibo

Panettone, vino e ora ristoranti

Il ristorante Trussardi di Milano

Ci sono le marmellate, il panettone, da poco c’è una cuvée creata con Ca’ del Bosco e a breve arriverà l’olio. A seguire il riso. Trussardi spinge sul cibo, ma non solo, considerando che il gruppo vuole essere sempre più «lifestyle»: «Ci tengo a sottolinearlo - spiega Tomaso Trussardi, amministratore delegato del business development della storica casa di moda -. Siamo prima di tutto una famiglia, e siamo un marchio globale che spazia dalla moda al design, con il settore “food” che negli ultimi anni sta crescendo e acquisendo sempre più peso».

Tanto che per il 2014 l’obiettivo è aprire, dopo Milano (dove ci sono il ristorante Alla Scala, il Trussardi Cafè e la recente area lounge), nuovi ristoranti Trussardi: il progetto non ha date definite, ma sul 2014 si parla già di qualcosa in Germania e a Dubai. «Vogliamo espandere il business della ristorazione sia svincolato dal mondo moda sia veicolato al fashion», spiega Trussardi, che specifica: «Non necessariamente all’interno di department store», anche se proprio nei mall di grido europei il brand si sta espandendo con i tre marchi moda del gruppo, Trussardi, TruTrussardi e Trussardi Jeans. «Nel fashion abbiamo tagliato i piccoli clienti e spingiamo su grandi realtà: questo perchè la filosofia del mall ci permette di spingere sul concetto lifestyle».

Un esempio è il progetto su Vienna, da Steffl, il più antico grande magazzino della città: «Qui siamo presenti già con TruTrussardi e Trussardi Jeans e nei prossimi mesi arriverà anche la prima linea». A breve, in ambito multimarca, è prevista un’apertura in un mall tedesco, mentre la griffe si è inserita da poco da Printemps a Parigi, lavorando anche sul mercato spagnolo: «In ambito retail, invece, abbiamo chiuso il 2013 con un +40% sulla prima linea e un +9% con TruTrussardi: il 2014 sarà un anno di consolidamento».

Con moda e food che correranno paralleli: «Le ricette del panettone ai marron glacée e al curcuma? Sono realizzate internamente dal nostro staff – racconta–. Poi, data l’alta offerta, lo produciamo esternamente. Stessa filosofia per il vino: abbiamo scelto personalmente le uve da inserire in questa cuvée e ora stiamo testando l’olio, che già proponiamo a Milano. Il nostro chef Luigi Taglienti è ligure e abbiamo lavorato con olive taggiasche: per l’etichetta è questione di pochi mesi».

Si parlava anche di un’acqua in co-branding con Sanpellegrino? «Al momento non è nei nostri obiettivi, ora siamo concentrati su prodotti pensati e lavorati da noi», specifica Trussardi che è ancora cauto sulla possibilità di veicolare gli alimenti del brand nei department store: «È troppo presto per parlarne, potrebbe essere un modello innovativo di business, anche a tempo, ma per ora non è attivo». Questo mentre Trussardi moda continua a spingere sull’Europa: «Il nostro primo mercato resta l’Italia, con una forte spinta dal turismo. Segue la Russia e poi c’è la Cina che, secondo le previsioni, smetterà di crescere già quest’anno: qui fortunatamente abbiamo fatto investimenti limitati».

Il tutto lavorando sull’identità del brand, con un mix tra la sua storia e un rinnovato concetto di contemporaneità: «Lo spiegheranno bene i video che andranno on line a breve: miei, di Gaia e anche di mia madre. Spiegheremo il marchio Trussardi del futuro, il suo concetto di “eleganza senza sforzo”». Che è un po’ anche il concept-atmosfera che si respira a Ristorante Trussardi, da replicare in Europa e nel mondo. «Ma prima di Dubai, ci potrebbe essere anche un sogno – sorride–: Bergamo. Sarebbe una gioia per la nostra famiglia». Con una considerazione realista: «L’economia, le dinamiche sociali non sono favorevoli: la città soffre della crisi e il mercato è attualmente chiuso». Resta per il momento sogno.

Fabiana Tinaglia

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