Domenica 20 Marzo 2011

Doni: siamo stati cinici
«La A? Un bel passo avanti»

Cristiano Doni, con questi due è arrivato a 100 gol in campionato con l'Atalanta. Un altro prestigioso obiettivo raggiunto. «Sì, mi fa piacere, è un altro traguardo raggiunto con questa maglia. E mi fa particolarmente piacere che sia capitato proprio oggi».
C'è un significato particolare?
«È capitato in un momento importante della stagione e nel giorno della festa del papà. Questi gol li dedico a mio papà Angelo, non tanto per la festa che è solo una coincidenza, ma perché ha avuto qualche problema di salute».
È per questo che dopo i gol ha mostrato quella maglietta?
«C'era scritto "Su bene papà", è legato alla mia esultanza. Purtroppo col sudore si è sbiadita e non si leggeva bene...».
Il messaggio è comunque arrivato. Ma dei due rigori qual è stato il più difficile da calciare?
«Il secondo, perché sul primo mi ero preparato. So che i portieri mi studiano, quindi si cerca sempre di fare qualcosa di diverso, una finta in più. Il primo ho cercato di tirarlo più alto e centrale. Forse fin troppo alto... I compagni si sono un po' preoccupati, ma è andata bene».
Rigori giusti?
«Siamo seri. Zenoni ha preso la palla con la mano e me l'ha tolta dalla testa. Stavo per colpire a botta sicura. Forse solo ai tempi della Juve di Calciopoli non li fischiavano».
Tornando ai cento gol. Ne scelga uno.
«Quello che mi ha emozionato di più è stato quello al Palermo, il primo dopo il mio ritorno a Bergamo. Sono scoppiato a piangere».
Il più bello invece?
«A Piacenza ne ho segnato uno dei più belli, ma ce ne sono diversi. E alla fine i più belli sono quelli più importanti».
Questi due al Piacenza?
«Abbiamo fatto un passo avanti. Siamo contenti, ma sono convinto che questa squadra potrebbe giocare molto meglio se potesse giocare su un campo migliore. Qui si fa sempre fatica, velocizzare l'azione è sempre difficile. E lo dico oggi dopo una vittoria per 3-0».
È fatta per la serie A?
«È un passo avanti, ma non è fatta. Sappiamo che le difficoltà ci sono state anche oggi, ma magari sono state mascherate dal risultato. Dopo otto mesi è normale che ci sia una piccola flessione fisica, ma con cuore, organizzazione e voglia siamo riusciti a vincere una partita più difficile di quello che può sembrava. Bravi loro, ma bravi anche noi che siamo stati più cinici del solito».
Visto il Doni di oggi non vogliamo pensare che questo sia il suo ultimo anno...
«Si soffre, si fa fatica, sono contento dei gol ma si può fare meglio e cercheremo di fare meglio da qui alla fine. Poi vedremo».

Guido Maconi

fa.tinaglia

© riproduzione riservata