Lunedì 04 Marzo 2013

Stefano Colantuono è convinto:
per l'Atalanta settimana decisiva

Ha ragione Colantuono a dire che è in arrivo la settimana decisiva. Un po' per la classifica, molto per la serenità dell'Atalanta, per le prospettive che potrebbe spalancare sulle successive e ultime 10 partite. Il Pescara alle 12,30 di domenica è il match-point virtuale per la salvezza, in teoria un boccone tenero, in realtà un ossicino scivoloso se addentato alla leggera, vedi all'andata (0-0, con espulsione di Peluso).

Siccome tutto o quasi domenica dipenderà dall'Atalanta, la settimana sarà tutta o quasi nelle mani di Colantuono, nelle sue capacità di modulare le energie nervose, di trovare il punto di equilibrio tra tensione e fiducia, di non scaricare le pile per difetto o eccesso di carica.

Probabilmente l'Atalanta andrà in ritiro. Non è detto che sia il “farmaco” per tutte le occasioni, ma sarà il modo per cementare l'attenzione elogiata ieri da Colantuono. Una virtù non allenabile, ha detto, in ogni caso la principale chiave del successo: quella mancata era costata il ko con la Roma (e quello di Torino), ritrovata ha fatto saltare il banco di Siena. Vero, ma la “testa” non è l'unico oro nel palio vinto a Siena.

Al di là dell'attenzione, dell'effetto volano del gol dopo 3', della giornata-monstre di Bonaventura, la gara di ieri ha premiato la logica della semplicità ritrovata. Nell'impostazione della partita, nelle scelte dei singoli, nella disposizione in campo. Non che il modulo faccia gol, ma lontano dalle nebbie del macchinoso 4-3-2-1, il 4-4-2 di Siena, con tutti i pezzi al posto giusto, sembra fatto su misura per l'Atalanta, a conferma della prima favorevole impressione nel primo tempo con la Roma.

Ieri con due sorrisi in più. Il primo è il coefficiente di utilità di Livaja. Il ragazzo a Siena non ha segnato, è stato meno pericoloso, meno indemoniato rispetto alla gara con la Roma ma più funzionale alla squadra, più consapevole. Livaja in attacco giova a Denis, ai movimenti di Bonaventura e alla sicurezza della squadra. Con quelle due punte, la difesa è meno sotto pressione, l'azione riparte più rapidamente, Denis e Bonaventura hanno più spazio e più soluzioni, vedi entrambi i gol di ieri. Il secondo sorriso è il ritorno di Lucchini al centro della difesa. Attento, puntuale, sicuro lui, apparentemente più tranquillo Stendardo accanto a lui. Vero che gli attaccanti del Siena si sono anche marcati da soli, ma la scelta di Lucchini è una carezza alla logica, la dimostrazione che la semplicità (non la banalità) paga, guai ad averne timore.

Domenica la speranza è che possa tornare Cigarini. Ma l'auspicio vero è che ora sia il momento delle conferme e della continuità. Di idee, di uomini, di risultati. Soprattutto di sorrisi.

Simone Pesce

a.ceresoli

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