Lunedì 12 Maggio 2014

Quelle banane sono contro l’Atalanta

Prepariamoci a un conto salato

il centrocampista del Milan Kevin Constant con la banana lanciata in campo nella partita del campionato di serie A allo Stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo, 11 maggio 2014. ANSA/PAOLO MAGNI
(Foto by Magni Paolo Foto)

Razzismo o no, in fondo non è nemmeno così importante. Il fatto è che qualcuno ha lanciato in campo due banane. Contro Mexes, contro Constant, contro De Jong? Contro un bianco o contro un nero? No: contro l’Atalanta. Quelle banane sono contro l’Atalanta.

Perché è l’Atalanta, adesso, che ne pagherà il conto salato. Una megamulta, può essere. Ma il rischio è anche quello della chiusura di qualche settore - o della «diffida» - che peserebbe sull’inizio del prossimo campionato. Tutto questo perché?

Perché in campo c’era tensione fra Mexes e Raimondi, e perché Mexes, noto per non essere un mostro di simpatia, avrebbe gesticolato contro il pubblico. E questo basta, per qualche testa bacata, per lanciare una banana, e poi un’altra ancora. Senza capire quel che è palese: che un lancio di oggetti a cervello spento non cambia nulla della partita, ma può cambiare molto del futuro dell’Atalanta.

Ecco perché di fronte a questi fatti ci si aspetterebbe una reazione energica della società. Invece, no. E ci dispiace davvero. Colantuono se l’è brillantemente cavata con la battuta della noce di cocco, ma la presa di posizione «vera» non toccava a lui. Toccava alla società. Invece il dg Pierpaolo Marino si è limitato a dire che è «uno scemo su ventimila».

No, non basta. Quello scemo bisogna trovarlo, farlo pagare. Perché colpendo lui, si educherà anche l’altro scemo su ventimila che la prossima volta tirerà un fumogeno, e quell’altro ancora che farà un coro razzista, e l’ultimo scemo che escogiterà un agguato per la strada. Messi insieme, fanno già quattro scemi che infangano tutti quegli sportivi che ieri volevano solo gioire per una vittoria memorabile. Devono pagare, questi scemi. Perché il portafogli è un argomento a prova d’imbecille. Non ce la si può cavare con una tiratina d’orecchie. Proprio no.

E ancor più brutta è l’assenza di scuse al giocatore del Milan. Perché su queste banane pesa come un macigno l’ombra del razzismo. Bergamo è civile, e Constant qui deve sentirsi il benvenuto. Da Zingonia, quand’è l’ora di cena, non una parola di scuse, mentre i principali siti sportivi europei fanno campeggiare Bergamo e l’Atalanta per le banane volanti. Autolesionismo puro. Fantozzi, al confronto, era un dilettante.

Roberto Belingheri

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