Bergamo, consegne e pasti a domicilio
Per i «rider» arriva un nuovo contratto

In Bergamasca sarebbero coinvolte qualche centinaio di addetti: pagati 5 euro lordi a viaggio ora avranno un nuovo contratto.

Bergamo, consegne e pasti a domicilio     Per i «rider» arriva un nuovo contratto

Nei giorni scorsi la Corte D’appello di Torino, ha ribaltato completamente la sentenza di primo grado del maggio 2018 del Tribunale del lavoro di Torino, stabilendo il diritto dei «rider» ad avere una retribuzione come per i lavoratori del Contratto nazionale della Logistica e Trasporti, pertanto con tredicesima, ferie, malattia e gli altri contenuti della parte normativa. La situazione dei rider, i ragazzi che fanno le consegne a domicilio in bici, era salita alla ribalta delle cronache qualche mese fa con un’inchiesta sui pericoli di questo mestiere e sulla paga orario di 5 euro lordi a viaggio.

«È stata una sentenza importante – dice Danilo Mazzola, segretario Cisl Bergamo –, che conferma la necessità di dare risposte percorrendo la strada della contrattazione collettiva, da aprirsi con le Imprese del settore e accompagnata in una prima fase dal governo. Auspichiamo entro marzo una nuova legge che regoli i contratti di lavoro di questo settore. Il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali promette tutele su malattie, infortuni e paga minima».

«Riteniamo positivo lo sviluppo dell’economia digitale e delle app – continua Mazzola –, ma questo sviluppo non deve proseguire tenendo i lavoratori in una condizione di basse retribuzioni e in assenza delle più elementari tutele previdenziali, antinfortunistiche, normative». A tal proposito, anche alla Cisl di Bergamo, gli uffici del sindacato sono a disposizione dei ciclofattorini orobici per offrire consulenza e assistenza .

«Non ci convincono ipotesi di regolazione normativa diretta da parte del governo relativamente alle regole da applicare, che tradirebbero lo spirito della sentenza di Torino e che, senza un ampio confronto con le parti sociali, rischierebbero di costituire un intervento improprio del soggetto pubblico nella libera regolazione contrattuale».

«Al ministero chiediamo invece, come da tempo in discussione, di apportare per tutto il mondo dell’economia digitale quei miglioramenti e modernizzazioni in tema di protezioni previdenziali e antinfortunistiche che permettano di adattare al meglio e far usufruire a queste categorie di lavoratori le protezioni oggi esistenti. La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori della “gig economy”, inoltre, sarà – conclude il segretario CISL – uno dei temi della manifestazione del 9 febbraio, perché se davvero si vuole dare dignità al lavoro non si può prescindere dalla contrattazione collettiva».

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