Design e Patronato, un ponte con le penne della solidarietà
La consegna delle penne di design a tutti coloro che hanno vinto l’asta e il ricavato a don Davide Rota (al centro con la busta) per la mensa dei poveri del Patronato (Foto by Yuri Colleoni)

Design e Patronato, un ponte con le penne della solidarietà

Consegnato a don Davide Rota il ricavato dell’asta per la mensa dei poveri, organizzata all’Extrasalone a Oriocenter con il progetto benefico «PenbymeXBergamo» durante tutto il mese di settembre

«Ci stupiamo sempre perché non chiediamo nulla ma ci arriva tutto». Si chiama Provvidenza e don Davide Rota, direttore del Patronato San Vincenzo, enorme realtà caritativa d’accoglienza di Bergamo dove ogni giorno vengono serviti trecento pasti ai poveri e dove vengono ospitate circa 750 persone, l’ha raccontata ieri a modo suo a Oriocenter, ricevendo la donazione del progetto charity «PenbymeXBergamo». E poi, rivolgendosi ai donatori e agli organizzatori dell’iniziativa benefica, ha aggiunto: «Ai miei ragazzi dico sempre: non è lo Stato italiano che vi aiuta, sono i bergamaschi! Dovete essere riconoscenti verso chi vi ospita e vi sostiene, comportatevi bene perché vi devono voler bene come figli».

Provvidenza, accoglienza, povertà: parole inconsuete nel tempio dello shopping. Eppure ieri mattina non erano parole stonate perché don Davide rappresenta la Chiesa di prima linea, quella di frontiera e, anche se ammette di aver messo piede per la prima volta a Oriocenter proprio ieri, si muove a suo agio. Là dove c’è qualcuno che ama i «suoi» figli, lui c’è, arriva. E ha chiuso con la semplicità che lo caratterizza, quella che va diretta al cuore: «Grazie, a nome di tutta la comunità, vi aspetto a pranzo tra i poveri».

Luca Carminati consegne il ricavato dell’asta del progetto «PenbymeXBergamo» a don Davide Rota. Ai lati Ruggero Pizzagalli e Antonia Larino, rispettivamente direttore e responsabile marketing di Oriocenter

Luca Carminati consegne il ricavato dell’asta del progetto «PenbymeXBergamo» a don Davide Rota. Ai lati Ruggero Pizzagalli e Antonia Larino, rispettivamente direttore e responsabile marketing di Oriocenter
(Foto by Yuri Colleoni)

La solidarietà si è messa in moto grazie alla vetrina di Extrasalone, il polo del design, ideato da Luca Carminati e Marco Corbani di Green marketing, allestito nel mese di settembre nei corridoi di Oriocenter. Accanto agli oggetti di design, erano state esposte dieci penne, pezzi unici brevettati e realizzati da artisti, che celebravano attraverso i titoli de L’Eco di Bergamo e l’arte dell’illustrazione, luoghi, personaggi, fatti di cronaca, imprese sportive, eventi che hanno coinvolto Bergamo negli ultimi dieci anni. «Una collezione speciale di Penbyme dedicata a Bergamo che è piaciuta ai bergamaschi e che all’asta on line ha raccolto oltre 5.000 euro, tutti devoluti direttamente alla mensa dei poveri del Patronato», ha sottolineato Luca Carminati consegnando la busta-simbolo a don Davide Rota alla presenza del direttore di Oriocenter, Ruggero Pizzagalli. Un gesto semplice che ha scritto un nuovo corso del design sul nostro territorio (il prossimo anno sarà «Design dei Mille»), un design per tutti, meno elitario, più democratico.

L’Eco e Penbyme hanno costruito un ponte di solidarietà con fondamenta nella bellezza: da una parte il design che comunica bellezza con l’estetica dei particolari e dall’altra l’opera del Patronato che è bellezza «sproporzionata» d’umanità. Due mondi così diversi e così vicini. Se nel design è facile trovare bellezza, più difficile è individuarla nelle vite difficili dei poveri della mensa, ma ci viene in aiuto Alda Merini che scrisse: «La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori». E ieri don Davide, con il sostegno di «Extrasalone», ha portato la luce del Patronato a Oriocenter.

Stretta di mano per il contributo donato a favore del Patronato acquistando una penna unica di «Penbyme»

Stretta di mano per il contributo donato a favore del Patronato acquistando una penna unica di «Penbyme»
(Foto by Yuri Colleoni)


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