Gli auguri alle donne della cura
Mimose al Papa Giovanni XXIII

In occasione della Giornata internazionale della Donna 2021, una delegazione interistituzionale ha scelto di recarsi all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, luogo simbolo della pandemia, per offrire le mimose alle donne che in questo ultimo anno si sono prodigate nella cura dei nostri concittadini.

Un gesto simbolico per esprimere la gratitudine della città a tutto il personale sanitario, del Papa Giovanni e non solo, che generosamente ha dedicato il proprio impegno in questo compito così difficile.

La delegazione, composta dall’assessora alle Pari Opportunità Marzia Marchesi, dalla consigliera provinciale con delega alle Pari Opportunità Romina Russo, dalla presidente e la vice presidente del Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo Eleonora Zaccarelli e Maddalena Cattaneo, ha incontrato il direttore generale Maria Beatrice Stasi, il direttore amministrativo Monica Anna Fumagalli, il direttore del dipartimento Servizi Amministrativi e generali Maria Giulia Vitalini (in rappresentanza del personale amministrativo), il direttore delle Professioni Sanitarie e Sociali Simonetta Cesa (in rappresentanza del personale sanitario del comparto infermieri, tecnici e ostetriche), il direttore dell’Unità Gestione presidio temporaneo, presidio di San Giovanni Bianco e attività ambulatoriali Giulia Bombardieri (in rappresentanza del personale medico).

«Il gesto della consegna della mimosa nasce all’indomani della seconda guerra mondiale quando le donne consegnavano alle altre donne fuori dalla fabbriche questo fiore per esprimere la vicinanza in quella che sarebbe stata ancora una lunga e dura battaglia per i diritti. – dichiara l’Assessora alle Pari Opportunità Marzia Marchesi – Oggi, ad un anno dall’inizio della pandemia ed ancora in emergenza, siamo a rendere omaggio a quelle donne che hanno lottato in prima linea nella tutela del diritto alla salute di tutti noi».

«In questo 8 marzo, abbiamo aderito alla proposta di Maddalena Cattaneo, vicepresidente del consiglio delle donne di Bergamo, di regalare alle donne che lavorano in ospedale la mimosa, fiore simbolo di questa giornata. Un fiore semplice, economico, delicato e forte che riesce a crescere anche su terreni difficili. Forza e resilienza che hanno dimostrato le tante donne che hanno lavorato a vario titolo all’interno dell’ospedale per far fronte all’emergenza sanitaria, e alle quali va tutta la nostra gratitudine e riconoscenza» afferma Romina Russo, consigliera provinciale con delegata alle Pari Opportunità

Tra gli attori protagonisti del racconto dell’8 marzo, c’è il Consiglio delle Donne, organismo del Comune che ha le finalità di favorire la partecipazione delle donne alla vita amministrativa e promuovere azioni positive volte alla rimozione degli ostacoli che impediscono la realizzazione delle pari opportunità.

«Il gesto simbolico del “dono” di fiori, da parte della delegazione interistituzionale, alle donne delle categorie professionali presenti quotidianamente in ospedale, è legato al riconoscimento e al valore della “cura” evidenziato, come non mai, dalla situazione di emergenza legata al Covid-19. Un riconoscimento simbolico per tutte le donne, che svolgono quotidianamente il lavoro di “cura”, che vorremmo fosse sempre più valorizzato e condiviso sia nella vita privata, sia in quella pubblica, in particolar modo dalle Istituzioni». Così nelle parole della presidente Eleonora Zaccarelli che, insieme alla vice presidente Maddalena Cattaneo, si è fatta promotrice dell’iniziativa di oggi.

«L’iniziativa promossa quest’oggi dal Comune di Bergamo assume un significato ancora più rilevante se pensiamo che all’interno del nostro Ospedale oltre il 75% del personale è donna. Sono, infatti, 3500 le lavoratrici che ogni giorno si dividono tra l’impegno in ospedale e nei servizi territoriali e la famiglia. Donne che, in questo difficile anno della pandemia, con spirito di sacrificio, passione e dedizione hanno svolto un lavoro eccezionale al servizio dei bergamaschi e di tutta la nostra società. Oggi, le donne rappresentano la componente maggioritaria delle lavoratrici in ambito sanitario (in Italia sono il 70%): nella nostra struttura costituiscono l’87% del personale infermieristico e l’80% tra i dirigenti amministrativi e sanitari non medici. Anche tra i medici è in forte crescita la componente femminile. Resta ancora molta strada per valorizzare pienamente il lavoro femminile, tanti ancora gli stereotipi da abbattere basati sul genere. Ricevere simbolicamente queste mimose è un gesto di sostegno da parte della comunità bergamasca che condivido con la direzione strategica, con la direzione infermieristica e medica “in rosa”» afferma il direttore generale Maria Beatrice Stasi

«Anche io rivolgo in questo 8 marzo a tutte le laboriose donne dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, un grande ringraziamento per la competenza, il coraggio e la dedizione che quotidianamente dedicano al lavoro anche al di là della pandemia. Da parte nostra continua l’impegno sulle azioni positive, dai progetti di gestione e prevenzione degli atti di violenza e aggressione a vari percorsi formativi, dall’attività di ascolto e mediazione al supporto psicologico, dalla valorizzazione del lavoro agile alla banca delle ore» conclude Maria Beatrice Stasi, primo direttore generale donna dell’ospedale di Bergamo e una delle 6 donne ad occupare questa posizione sui 40 direttori generali in Lombardia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA