Sabato 30 Ottobre 2010

Lapidi ricoperte da teli fucsia
«Provocare per far ricordare»

Stanno là sui muri e non fanno altro che ricordare. È il loro mestiere. Ricordano avvenimenti e personaggi. Qui visse Ninì da Fano, insigne musicista. Qui si trovava la zecca di Bergamo. In questa abitazione visse il sommo poeta Salvatore Quasimodo. Qui dimorò Stendahl, in questa casa morì Giovanni Simone Mayr... Chi indovina dove si trovano queste lapidi? Pietre, blocchi di marmo con incise delle parole. «Si può ben dire che le lapidi commemorative costituiscono un percorso, un percorso nel tempo, tengono viva la memoria, la storia della città. E un percorso nello spazio perché sono dislocate in tanti luoghi diversi» dice Maria Mencaroni Zoppetti, presidente dell'Ateneo di scienze, lettere ed arti. Da sabato 30 ottobre queste lapidi vengono ricoperte con un telo color fucsia. Spariscono. Ma al tempo stesso si fanno ben più evidenti. E probabilmente molti cittadini le noteranno per la prima volta. Ma non potranno leggerle. Dice Ettore Novelli dell'Associazione Madame Du Plok che ha inventato l'intervento: «È una provocazione. È un modo per attirare l'attenzione con il paradosso del nascondere per porre in risalto».

Un intervento che è cominciato sabato e continua fino a lunedì 1° novembre e che dovrebbe venire mantenuto poi per due mesi. Un «gioco» che è stato studiato per contribuire a festeggiare il compleanno dell'Ateneo. Un compleanno del tutto particolare: il sodalizio bergamasco è arrivato al traguardo dei duecento anni. Due secoli, da quando nacque dalla fusione di due precedenti accademie, quella degli «Eccitati» e quella degli «Arvali». Una storia importante con uno scopo preciso: quello di mantenere viva la riflessione culturale, di dare impulso all'intelligenza della città.

fa.tinaglia

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