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Le Due Torri C’é per il Sociale

Il centro commerciale di Stezzano ha consegnato i riconoscimenti
alle realtà sociali del territorio.

Le Due Torri C’é per il Sociale

Tra gli applausi e sulle note di We are the world si è concluso il Gran Galà della Solidarietà, ospitato presso il centro commerciale Le Due Torri di Stezzano. Il percorso virtuoso ha permesso di conoscere e dare visibilità alle associazioni che operano da anni sul territorio. Bergamo è stata eletta Capitale del Volontariato e anche in questa occasione ha dimostrato quanto sia fondamentale avere singoli individui che decidono di fare squadra e rete per il bene del prossimo.

Il progetto, fortemente voluto dalla direzione del centro commerciale Le Due Torri di Stezzano, ha registrato un’importante partecipazione anche del pubblico e si è concluso sabato scorso con una grande festa.

Nelle ultime settimane abbiamo avuto l’opportunità di conoscere dieci associazioni selezionate per questa prima parte dell’iniziativa. I protagonisti hanno sfilato anche sabato scorso, durante il gran galà organizzato dal mall bergamasco per celebrare questo momento significativo.

«Dalla nostra apertura, in 12 anni abbiamo conosciuto moltissime associazioni che operano nel sociale – commenta Roberto Speri, direttore de Le Due Torri -. Di conseguenza abbiamo deciso di costruire, in collaborazione con L’Eco di Bergamo, un progetto per la valorizzazione del loro operato, fornendo anche un contributo economico». Concluse le prime dieci tappe il bilancio è molto positivo. «Siamo molto soddisfatti per questo nuovo progetto, nato dopo un periodo non facile per tutta la Bergamasca, che ci ha permesso di consolidare i rapporti con la nostra comunità – conclude Roberto Speri -, che riconosce il giusto merito e l’importanza del ruolo sociale delle associazioni all’interno della comunità. Il territorio bergamasco rappresenta da sempre un esempio virtuoso nel mondo del volontariato. Stiamo già lavorando alla prossima edizione perché vogliamo rendere questo evento a cadenza annuale».

Alla conclusione dell’iniziativa solidale, abbiamo deciso di ripercorrere, proprio insieme al direttore del centro commerciale, Roberto Speri, le dieci tappe che hanno contraddistinto il cammino del progetto «Le Due Torri C’é per il Sociale», ricordando le 10 associazioni sostenute.

Lo Spazio Autismo di Bergamo, che da 22 anni si occupa di bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico, rappresenta un punto di riferimento per le loro famiglie. Il centro si configura anche come centro di formazione per genitori, insegnanti ed educatori. Il personale della struttura porta avanti percorsi individualizzati per ogni singolo bambino o ragazzo e il coinvolgimento, oltre che della famiglia, anche della neuropsichiatria di riferimento, della scuola e degli enti territoriali.
Abbiamo incontrato il presidente di Spazio Autismo Bergamo, Tino Manzoni, che ha sottolineato come «siamo partiti nel 2000, quando l’autismo era ancora qualcosa di sconosciuto. Da allora sono trascorsi 22 anni e siamo ancora qui, orgogliosi per quello che abbiamo fatto. Noi non ci poniamo limiti a quello che possiamo realizzare e l’unico nostro scopo è il sorriso dei nostri ragazzi: la soddisfazione più grande, in grado di ripagare tutta la fatica». L’associazione, che ha a disposizione anche una sala della musica, coinvolge tante persone ed educatrici che seguono nello specifico 140 bambini e ben 60 utenti che sono accompagnati dagli insegnanti di musica.
«Stiamo portando avanti il progetto di una residenza dove vivere la vita di tutti i giorni nel «dopo di noi» - conclude il presidente Tino Manzoni -. Il grande buco nero delle famiglie è poter vedere una prospettiva di vita per i loro figli che, partiti piccoli con questo percorso, hanno bisogno di un contesto che permetta loro di vivere indipendentemente dai genitori. La cascina a Carobbio degli Angeli riuscirebbe ad accogliere una decina di persone affette da autismo. Il nostro motto è mòla mìa mai».

Parkinson & Sport è un altro esempio di realtà virtuosa. Stefano Ghidotti è il fondatore, motore e presidente dell’associazione, nata nel 2018 che conta oltre 300 soci. «Cinque anni fa ho ricevuto la diagnosi del morbo di Parkinson e subito ho capito che lo sport mi avrebbe aiutato a salvarmi – commenta Stefano Ghidotti -. Una volta preso atto della malattia, ho realizzato che era giusto aiutare le persone in difficoltà in modo da trasmettere loro il concetto che la difesa del corpo passa attraverso la mente e l’attività sportiva». Si parte da un blog racconta la sua storia (parkinsontriathlon.blog). «Visto il numero di persone che mi contattavano, per chiedere consigli e sapere come stare meglio, ho capito che potevo anche fondare un’associazione per fare qualcosa di più ampio e importante – prosegue Ghidotti -. All’inizio ero l’unico a fare triathlon con il Parkinson, mentre oggi siamo già in 5 o 6. Due anni fa siamo partiti in 10 per la BikeRide da Pavia a Roma, dove ci ha ricevuto Papa Francesco. Nel 2021 siamo saliti a 25, tutti impegnati nella Torino Venezia, mentre quest’anno abbiamo deciso che andremo in Olanda, dal 4 al 6 agosto ad Eindhoven, dove ci saranno i Parkinson Game, le Olimpiadi dedicate a chi è affetto da questa malattia». La grande notizia è che questa importantissima manifestazione arriverà a Bergamo nel 2023. «Il Parkinson rischia di portare alla solitudine, all’isolamento e alla depressione – conclude Ghidotti -. Ci rivolgiamo in particolare alle persone più giovani, che grazie allo sport possono relazionarsi con gli altri e non sentirsi più soli. Spesso infatti le persone immaginano il loro futuro su una sedia a rotelle, mentre noi spieghiamo e dimostriamo nella pratica come si può continuare a sognare, anche grazie ai coach che ci preparano alle manifestazioni. Sono fondamentali anche i test di valutazione e i programmi di allenamento, che curiamo a Palazzolo sull’Oglio nella palestra che si chiama «Anima sportiva allo stato puro», un nome che evoca una rinascita e una condizione ottimale sia mentale che fisiologica. Un importantissimo neurologo olandese sostiene che è importante fare ogni giorno 30 o 40 minuti di attività sportiva intensa, mettendo in movimento il nostro sistema cardiocircolatorio, respiratorio e tutti i muscoli. In secondo luogo è chiaro che fa bene anche camminare o andare a passeggio, ma il risultato migliore lo si raggiunge abbinando attività motoria e sportiva. La nostra frase simbolo è «Non ci fermerai» e basta un contatto per vederci e stare insieme».

La Cooperativa di Solidarietà “L’Ancora” (ha ritirato il premio Francesca Suardi) sorge in un’ex scuola nella frazione Santa Maria del Sasso a Cortenuova. Abbiamo incontrato Angelo Maltecca, presidente della realtà sociale, nata nel 1986 grazie ad un gruppo di amici. «Ci siamo accorti che i ragazzi portatori di handicap trascorrevano molto tempo davanti alla televisione – fa presente Maltecca -. Oggi riusciamo a fare molto grazie all’aiuto di tutti, dalle amministrazioni comunali alle banche del territorio, ma il ringraziamento va anche alla tantissima gente che crede nel nostro progetto e non si tira mai indietro quando deve darci una mano».
«Sono molto impegnati nei lavori manuali e di assemblaggio – prosegue Maltecca -. Diverse aziende ci supportano dandoci aiuto e portando lavoro. Grazie all’aiuto di Antonio e Marilena, riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo che consiste nello stare insieme e creare un gruppo coeso, che trascorre la giornata insieme, dalla mattina alla sera».

L’Ancora ha superato il periodo più difficile del Covid, nel quale il gruppo è stato diviso per l’emergenza sanitaria e ora si riparte più forti di prima.
«Da tanti anni il mio sogno è quello di costruire appartamenti dove ospitare i nostri ragazzi anche di notte, evitando che vengano portati in rsa – conclude Angelo Maltecca -. Ringrazio i miei soci che aiutano la cooperativa a vivere e tutte le persone che danno l’anima per questo progetto. Basti pensare che per la nostra festa sociale raggiungevamo, prima della pandemia, più di 500 presenze. La soddisfazione più grande? Senza dubbio è impagabile vederli allegri e sorridenti».

La cooperativa sociale Chopin – Diversamente Impresa, con sede a Villa d’Adda, lavora in ambito florovivaistico con numerosi ragazzi, che vengono impegnati in diverse mansioni.
«Il nostro progetto nasce nel 2011 con un negozio principale a Villa d’Adda e un secondo punto a Trezzo sull’Adda – fa presente Matteo Colombo, educatore della cooperativa sociale -. Portiamo avanti diverse attività in ambito florovivaistico, dalla piantumazione per talea alle composizioni floreali. Abbiamo strutturato un’esperienza socio occupazionale per ragazzi disabili, che in questo modo hanno l’opportunità di lavorare in serra, realizzare bomboniere, ma vengono impiegati anche nella funzione di accompagnamento dei clienti alla vendita nei nostri negozi». «Riusciamo veramente a fare un grande lavoro grazie agli educatori presenti – conclude Matteo Colombo -. Oggi abbiamo una trentina di ragazzi suddivisi fra i nostri due negozi. Ma nel contempo abbiamo un sogno speciale: creare «Chopin Abitare», per venire incontro alle esigenze delle famiglie che, oltre alla parte lavorativa, con il «dopo di noi», in modo da farle sentire più tranquille sul futuro».

I Pellicani Odv” nasce nel 2013 come associazione di famiglie che si propone di creare iniziative volte a favorire la maggior realizzazione personale, l’autonomia e l’inserimento sociale delle persone disabili.
Maria Francesca Gibellini, educatrice dell’associazione “I Pellicani Odv”, spiega che «il progetto è possibile grazie al nostro impegno, insieme al Comune di Bergamo e alla cooperativa L’Impronta. Abbiamo superato anche il periodo della pandemia, mentre dallo scorso maggio è tornato forte il desiderio di ritrovarsi per stare insieme».
«Tutto nasce dal desiderio di stare con gli altri e con i propri amici per fare attività divertenti, in modo da lavorare sull’autonomia per una vita ricca e variegata – prosegue Gibellini -. Siamo molto impegnati sugli spettacoli teatrali, lavoriamo molto sull’improvvisazione e sul dialogo a piccoli gruppi».
Da mattina a sera si passa dalla musica all’arte, ma insieme si programmano anche gite e vacanze.
«A luglio andremo al mare con i nostri ragazzi, che vivono questo momento con grande emozione ed attesa – conclude Maria Francesca Gibellini -. Siamo sempre propositivi con opportunità che vanno dalla pizzata in compagnia al giro sul lago come momenti di crescita e di aggregazione».

L’Associazione Disabili Bergamaschi è nata nel 1988 per volontà di alcune persone paraplegiche e tetraplegiche con lo scopo di creare anche a Bergamo l’unità spinale per occuparsi di lesioni midollari.
«Siamo ben radicati sul territorio – spiega Claudio Tombolini, presidente dell’Associazione Disabili Bergamaschi -. Oggi siamo in grado di erogare servizi e non facciamo mai mancare il nostro supporto al centro di riabilitazione di Mozzo. In pratica facciamo parte dell’equipe riabilitativa e ci occupiamo anche della parte sociale con domande di invalidità civile, richieste di patente speciale e tutto ciò di cui necessita un individuo per agevolarne l’inclusione e il reinserimento sociale».
L’Associazione Disabili Bergamaschi è attiva, con 150 volontari e 70 soci, per alleggerire la parte burocratica anche alle famiglie, in modo da permettere di ricominciare ad affrontare la quotidianità della vita.
«Non è certo facile e lo dico io che ho 60 anni e mi trovo sulla sedia a rotelle da quando ne avevo sei – prosegue Claudio Tombolini -. Occorre fare le cose con razionalità e intelligenza. Tramite la sport terapia e gli interventi con le psicologhe in servizio con le borse di studio supportiamo il centro di riabilitazione di Mozzo grazie a raccolta fondi con cui acquistiamo anche materiale per la struttura sanitaria».
L’ADB ha portato avanti numerosi progetti «tra i quali il percorso di addestramento all’utilizzo della carrozzina, inaugurato prima della pandemia – fa presente Tombolini -. E’ indispensabile per affrontare tutti gli ostacoli e le barriere architettoniche che si trovano nelle città, grazie a diversi moduli dove sperimentiamo le asperità del terreno che si possono incontrare. Vivere bene in carrozzina permette infatti una qualità di vita migliore».
Il supporto dei volontari prosegue senza sosta «perché è importante confrontarsi con chi ha subito la stessa cosa – conclude il presidente dell’ADB, Claudio Tombolini -. Purtroppo durante la pandemia non abbiamo potuto stare vicini alle persone ricoverate, ma noi non ci fermiamo. Abbiamo appena concluso un progetto che ha previsto l’allestimento di una vettura multiadattata e stiamo valutando il progetto per una palestra di continuità, inclusiva e aperta a tutti».

L’associazione Cuore di Donna, che ha sede a Casazza, ha iniziato la sua attività nel 2012 offrendo sostegno alle donne colpite da malattia.
«Siamo proprio un bel gruppo – fa presente Myriam Pesenti, presidente dell’associazione Cuore di Donna -. L’idea è nata dieci anni fa perché mi sono sentita sola in un periodo difficile. Parlare di tumore era veramente un tabù e potevo affrontare l’argomento quasi esclusivamente in famiglia».
Oggi la realtà solidale si pone come centro di ascolto e nel contempo punta alla prevenzione, con un raggio d’azione a 360 gradi.
«Siamo partite dalla Val Cavallina, ma grazie ai social abbiamo sviluppato l’azione in tutta Italia con la nascita di numerosi progetti – spiega Myriam Pesenti -. Dapprima il nostro mondo rosa, contraddistinto dal cuore, era composto da donne che avevano subìto la malattia, mentre oggi la presenza di è allargata anche a volontarie che non sono state colpite dal tumore e una delle mission principali è certamente la prevenzione».
L’associazione è stata vicina a tutte le donne anche durante la pandemia. «Abbiamo creato un telefono amico e dato sostegno anche durante l’emergenza sanitaria. Il punto di ascolto è molto importante per non tenersi tutto il peso dentro – conclude la presidente -. Anche i progetti che si erano fermati ora ripartiranno perché c’è grande voglia e fermento. Siamo impegnati nel punto di ascolto ma abbiamo ancora in sospeso il punto benessere, che prevede anche l’estetica, attività di rilassamento e sportive, che sono fondamentali per prendersi cura del proprio corpo. Il prossimo appuntamento è la camminata in rosa che si terrà il 10 luglio in Val Cavallina».

L’associazione Atena, che è nata per contrastare il fenomeno del consumo di alcol fra i giovani, nel 2022 ha tagliato il traguardo dei 10 anni di vita.
«Prima il fenomeno era diffuso tra i 15enni, oggi l’età è scesa a 11 anni. – commenta Ambra Finazzi, presidente dell’associazione Atena -. Grazie ad un gruppo di socie estremamente sensibili verso questo delicato argomento, abbiamo portato avanti una collaborazione importante con scuole e oratori, organizzato conferenze e convegni. Ogni anno lanciamo un’iniziativa e nel 2022 abbiamo promosso un concorso fotografico per dare voce ai ragazzi e sensibilizzarli insieme alle rispettive famiglie».
Quest’anno il mese della prevenzione cade proprio a maggio e Atena ha deciso di organizzare il concorso fotografico «Oltre l’alcol in uno scatto».
«Abbiamo ricevuto 52 fotografie da 36 ragazzi, un vero successo – afferma Milly Denti, socia fondatrice dell’associazione Atena -. Dopo sette anni abbiamo riproposto l’iniziativa del 2015 e ai ragazzi abbiamo chiesto di scattare immagini e giustificarle con un video. L’obiettivo è mettere al centro i ragazzi con il loro protagonismo e dobbiamo proprio sottolineare la grande partecipazione da cui sono usciti lavori veramente interessanti. Oltre all’esposizione al Chiostro di Santa Marta, la mostra è disponibile per coloro che volessero esporla, previo accordo con la nostra associazione».
Fra i progetti c’è anche un videogioco con linguaggio innovativo, proprio per arrivare ai ragazzi. «La chiave di lettura è mirata ed è stato realizzato insieme alle nostre psicologhe, insieme all’associazione retroedicola videoludica – fa presente Carla Bortolotti, consigliera dell’associazione Atena -. Si tratta di un gioco per ragazzi, scaricabile da playstore, oltre che uno strumento che arriva nelle scuole per introdurre temi importanti come dipendenza da alcol. Il videogioco è ambientato nella città di Bergamo e si compone di un percorso studiato che affronta diverse tematiche, dal bullismo in una situazione di festa ai ragazzi che rimangono chiusi in casa». I progetti di Atena vedono attive anche le scuole «vere strutture di riferimento per i giovani – aggiunge Antonella Giannellini, consigliera di Atena -. L’obiettivo è passare dal disagio all’agio, prevenendo fenomeni come alcolismo, anoressia e bulimia, grazie anche all’utilizzo della tecnica mindfulness. La nostra associazione quest’anno festeggia i 10 anni di attività e lo scorso 6 maggio abbiamo avuto un incontro con lo psicologo Matteo Mancini. E’ importante capire se il loro profilo degli adolescenti è rimasto quello pre Covid e da qui parte poi un confronto con gli adulti per poter aiutare davvero i nostri ragazzi nel loro percorso di crescita».

L’associazione Agathà Onlus ha sede in Borgo Santa Caterina a Bergamo ed è impegnata nell’accoglienza di ragazze che hanno avuto un percorso di vita contraddistinto da difficoltà sia a livello di rapporti familiari sia legato al mondo della giustizia.
La storia della realtà orobica è veramente ricca di significato. «La nostra associazione nasce a febbraio 2011 – fa presente Don Marco Perrucchini, presidente di Agathà Onlus -. Da 11 anni è iniziata questa esperienza unica, grazie all’impegno del Patronato insieme alle suore Sacramentine e alla cooperativa sociale L’impronta.».
Agathà Onlus nasce in Borgo Santa Caterina e si occupa subito di un gruppo di ragazze tra i 14 e i 18 anni, grazie al supporto di educatrici professionali, accompagnate dai volontari che non fanno mai mancare il loro aiuto. «Nel tempo abbiamo poi sviluppato altri percorsi per maggiorenni, comprese mamme con bambini, oltre ad un’esperienza di rafforzamento dedicata agli adulti che lavorano con gli adolescenti – prosegue Don Marco Perrucchini -. Alla prima casa per la comunità di minori si sono aggiunti una serie di appartamenti educativi per ragazze dai 18 ai 20 anni, per coloro che hanno figli e un housing sociale a Villa d’Almé».
Le coordinatrici lavorano sui singoli progetti, che da 11 anni vengono portati avanti con passione e dedizione.
«Sono in Agathà sin dalla nascita dell’associazione – commenta Ilaria -. Ho coordinato la comunità di minori e avviato il servizio «on air» come supporto alle competenze genitoriali. Si tratta di un impegno dedicato alla consulenza pedagogica di genitori, famiglie e gruppi che si ritrovano per confrontarsi sui temi educativi».
Erica coordina da 8 anni progetti dedicati alle ragazze e con «Casa Ali e Radici» favoriamo diversi livelli autonomia differenziati, nei quali i legami sono fondamentali. «Abbiamo diverse collaborazioni sul territorio e nei paesi limitrofi – aggiunge Erica -. Siamo inoltre in contatto con la rete antiviolenza e negli anni abbiamo aumentato molto le nostre attività. Le nostre case sono gestite in collaborazione con parrocchie e famiglie in contesti di maturità».
Valentina è invece l’educatrice che coordina la «Casa ai Celestini» con un progetto diurno dove trascorrere i momenti della giornata. «I numeri sono importanti con 130 ragazze accolte come residenza, alle quali se ne sommano altre 25 per i progetti diurni – commenta Valentina -. Prevediamo percorsi di crescita e non ci sentiamo mai soli perché contiamo sull’aiuto dei nostri volontari».

Il Rifugio del Cane di Seriate dimostra una particolare attenzione nei confronti dei nostri amici a quattro zampe. Abbiamo incontrato gli operatori della struttura, Erica e Simone.
«L’obiettivo è trovare casa a tutti i nostri ospiti e allargare la famiglia con un nuovo amico – commentano dal Rifugio del Cane di Seriate -. E’ fondamentale la cura e l’attenzione nei confronti degli animali. Noi facciamo di tutto per farli stare bene finché non trovano una famiglia. Quando si adotta un cane occorre essere consapevoli, in modo da trovare la giusta sintonia in base a persona, famiglie o contesto».
Tutto è possibile grazie ai vostri spazi e ad una rete di volontari che non fanno mai mancare il loro supporto.
«Abbiamo tanti cuccioli ma anche adozioni del cuore con cani che hanno diversi anni. Nessuno resta indietro, nemmeno i cani che apparentemente hanno un carattere difficile e gli amici anziani che fanno più fatica a trovare famiglia. Nel frattempo possono utilizzare uno spazio molto accogliente dove facciamo anche prove di compatibilità con i futuri padroni e sgambate nei campi fuori dai grandi recinti. Siamo sempre alla ricerca di volontari che abbiano dedizione e passione – concludono Erica e Simone -. E’ impegnativo ma l’affetto degli amici a quattro zampe ripaga tutti i nostri sforzi. Utilizziamo molto anche i social per mostrare foto e video per far conoscere i nostri ospiti.
Un’adozione è per sempre, tanto amore riceviamo e tanto amore e cura dobbiamo metterci. Grazie, grazie, grazie a tutti coloro che ci aiutano».

Il progetto «Le Due Torri C’è per il Sociale» è stato realizzato con la direzione del centro commerciale e con il contributo di Esselunga, Arcadia, AppetiTorri, MediaWorld e H&M.

BergamoTv e L’Eco di Bergamo hanno seguito tutto il progetto, intervistando i protagonisti che operano per le associazioni della Bergamasca. Domenica 12 giugno alle 21, sul canale 15 di BergamoTv, verrà trasmesso uno speciale condotto dalla presentatrice Micaela Carrara, dedicato al gran galà organizzato dal centro commerciale Le Due Torri per celebrare le associazioni solidali del territorio.

Durante la serata sono stati con segnati 5 riconoscimenti speciali a realtà particolarmente meritevoli del territorio. Alla presenza del vicesindaco di Stezzano, Luigi Bresciani, è stata premiata con una targa e un assegno da 2500 euro Imelde Bronzieri, presidente della Fondazione Villa della Pace di Stezzano, residenza fiore all’occhiello del territorio, che ospita 78 persone.

Un riconoscimento è stato assegnato anche a Vladimir Maffeo dell’Asd Atletica di Stezzano; l’Associazione Ata Tifosi Atalantini presieduta da Diego Zanoli; Rotelle nel Cuore, associazione di Villa d’Adda, rappresentata dalla presidente Veronica Bonacina. E’ stata infine premiata, alla presenza dell’assessore comunale di Bergamo, Marcella Messina (alla quale è stata consegnata una targa) la presidente dell’associazione Zlaghoda, Yaroslava Vyshnevska, con cui è iniziata la raccolta fondi per i rifugiati ucraini. In poco tempo, grazie al l’impegno del centro commerciale Le Due Torri, sono stati consegnati 70 bancali alla realtà solidale.

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