Venerdì 25 Aprile 2014

La Postina si colora di nuovo

E fa centro: ecco la it-bag

Borse di moda Dall’alto, prima fila: sei modelli della postina di Zanellato; seconda fila, da sinistra: Pepe Jeans London, Gherardini, Carpisa, La Martina, Coccinelle, Fendi; terza fila, da sinistra: Annarita N, Gucci, Miu Miu, Cavalli Class, Moreschi, Diane Von Furstenberg; quarta fila da sinistra: Baracco Bags, Paula Cademartori, Furla, Proenza Schouler, Ostwald Helgason per Aldo Rise, Marni

È la borsa del momento, la più imitata, ottima rappresentazione della donna moderna. Zanellato sta furoreggiando con la sua postina, tra colori accesi, fantasie sofisticate e quelle borchie che sulla pelle morbida si notano ma senza eccedere. Il modello è la postina, capace di raccontare una donna dinamica, che cerca la borsa capiente dove infilare tutta una vita. Un modello che piace per questa primavera-estate e che con Zanellato celebra la tradizione italiana, con il brio dei toni accesi che rimandano all’allegria dei mesi più caldi.

Fondendo tradizione con design: Zanellato nasce infatti nel Veneto nel 1976 come pelletteria sartoriale italiana, con la produzione di guanti e preziosi accessori che da sempre si sono distinti per l’artigianalità, l’identità ben definita e quella

proposta di lusso ricercato ma mai gridato.

Discreta e impeccabile la postina, un’icona che ha radici lontane: una borsa degli anni Cinquanta che racconta un po’ la nostra storia, quella di una tracolla usata per consegnare la posta. Zanellato ha impiegato anni per ottenere l’autorizzazione da Poste Italiane a ispirarsi alla borsa che per decenni è stata in dotazione ai portalettere. Una volta siglato l’accordo, Zanellato ha brevettato la «nuova Postina», non solo il suo marchio. Una scelta impegnativa, ma che ora gli dà un’arma in più nella battaglia contro la contraffazione, altissima in questi ultimi anni.

L’idea venne alla maison nel 1999 osservando le tracolle dei portalettere e venne poi ripresa nel 2009 con l’autorizzazione di Poste Italiane a produrre la tracolla, depositando il design per l’Italia e il mondo. Con tanto di dettaglio anti-contraffazione: a partire da questa stagione in una delle due borchie che sono sempre presenti nella borsa è inserita l’incisione del timbro filatelico rilasciato il 21.06.11 realizzata con la tecnica Guillochè, una metodologia di incisione ornamentale estremamente artigianale e ricercata.

E per chi volesse divagare dal «modello cartella», ecco una serie di forme morbide e non, rielaborate e impreziosite di dettagli, giocando sempre con stampe e materiali, ma soprattutto con i colori: accesi, vitaminici, per non passare mai inosservati. Ma non solo: c’è chi la borsa per questa stagione la racconta pure con le frange, corte o lunghe a seconda del gusto personale. Che rendono la borsa più gitana, irriverente. Ma sempre bellissima.

Fabiana Tinaglia

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