Giusto licenziare il bidello se non pulisce La sentenza che fa giurisprudenza

Giusto licenziare il bidello se non pulisce
La sentenza che fa giurisprudenza

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un ex collaboratore scolastico del «Paleocapa».

Il bidello è tenuto anche a fare le pulizie delle aule . E se si rifiuta, può essere licenziato. Lo ha confermato la Cassazione, sezione Lavoro, con sentenza emessa il 20 gennaio e motivazioni pubblicate la scorsa settimana, rigettando il ricorso del collaboratore scolastico licenziato dal ministero dell’Istruzione il 21 dicembre 2017 mentre era in servizio all’istituto tecnico «Paleocapa», in città . La suprema corte, nell’udienza presieduta Amelia Torrice, ha così confermato la sentenza (e dunque la legittimità del licenziamento) emessa nel febbraio 2019 dalla corte d’appello di Brescia e prima ancora dal Tribunale di Bergamo.

«Le pulizie rifiutate» , scrive la Cassazione, «oltre a essere tra i compiti del collaboratore scolastico, erano quelle di minore impegno (spazzare il pavimento, spolverare e pulire i banchi di sole quattro aule)», e già la corte bresciana aveva osservato che « il rifiuto della prestazione lavorativa era reiterato ed assolutamente ingiustificato; si trattava di violazione grave, influente sull’organizzazione dell’attività del plesso scolastico ».

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